Aumenti tariffe idriche, Alessandrini: “A un adeguamento deve corrispondere un piano investimenti”

Le riflessioni tecniche sul rincaro bollette dell'assessore alle Partecipate del comune di Viterbo

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Ieri si è tenuto a Roma il Forum nazionale dei comitati e delle associazioni che si battono perché l’acqua resti pubblica.

Un argomento quanto mai attuale per Viterbo visto che, proprio la scorsa settimana, sono arrivate sul tavolo dell’amministratore unico di Talete le manifestazioni di interesse da parte dei privati che vorrebbero entrare nella società idrica acquisendo il 40% delle quote.

Ma a fare scalpore sono stati anche gli aumenti tariffari approvati dall’assemblea dei sindaci.

Proprio su questi adeguamenti abbiamo raccolto il pensiero del neo assessore alle Partecipate al comune di Viterbo Alessandro Alessandrini.

“Il tema dell’aumento tariffario è oggettivamente delicato e spiacevole per una cittadinanza” riconosce ma preferisce non entrare nel merito “perché in quel momento non ero nel pieno della mia carica, non ero competente in materia” spiega.

Non si tira indietro però davanti a una riflessione tecnica.

“C’è stato un aumento ed è stato approvato ma poi un’amministrazione non si ferma qui. E’ giusto interrogarsi sui motivi che hanno portato all’aumento, perché un adeguamento tariffario impone la vigilanza sulla necessità che venga attivato un piano d’investimenti che riduca i costi. Quelli di un sistema idrico che incidono di più incidenti generalmente sono i costi del personale e dell’energia. Se c’è stato un aumento è giusto aspettarsi un piano investimenti che riduca i costi d’esercizio”.

E prosegue: “Ho notato da una lettura dei bilanci, ma en passant, che effettivamente c’era stato un incremento dei costi energetici. Quindi la ragione dell’adeguamento tariffario è dovuto all’aumento di tali costi, cosa oggettiva, o magari dipende anche da problemi di rete? Ecco allora la necessità di valutare investimenti affinché eventuali problemi di rete vengano monitorati e fatti in qualche modo rientrare”.

L’assessore Alessandrini è persona che vuole affrontare con cognizione di causa le questioni.

“Vorrei perlomeno capire. Ecco perché mi piacerà studiare non soltanto i bilanci finanziari ma anche i dati di esercizio divisi per acquedotti, fognature e depurazione”.

E puntualizza: “Quando parlo di dati di esercizio penso ai chilometri di rete, agli utenti, alle fonti, alle perdite idriche. Quando avremo dei dati precisi, pur essendo una materia estremamente tecnica, si potranno dare delle traduzioni intelligibili per tutti. Perché questo è il nostro obiettivo: di rendere le materie complesse in modo facile senza però mai banalizzare la complessità”.

Anche sulle manifestazioni di interesse dei privati al momento preferisce non esprimersi.

“Avendo assunto le funzioni di recente sto cercando di dare una gerarchia alle cose da affrontare, che sono moltissime, e in generale quello delle Partecipate è sicuramente uno dei temi più importanti. Non sono ancora arrivato a un livello di dettaglio così alto. – si schermisce – Devo studiare e non solo per quanto riguarda Talete, c’è anche il tema Francigena e quindi è bene monitorare l’equilibrio economico finanziario di queste società di cui noi, come amministrazione, abbiamo in qualche modo la responsabilità dell’indirizzo e del controllo. Per quanto riguarda Talete il controllo è addirittura congiunto quindi le delibere di indirizzo devono passare in consiglio e in qualche modo devono essere recepite dall’assemblea dei sindaci, nel caso di Francigena invece l’indirizzo è più immediato”.

E la voglia, quasi una necessità, di capire e approfondire – se abbiamo appena un po’ inquadrato il carattere e il metodo dell’assessore – per Alessandrini è la stella polare del suo modo di lavorare, quindi è facile presupporre che a breve i viterbesi potranno contare su risposte chiare e concrete.

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