Autotrasportatori in allerta, in arrivo flotte “forestiere” nello scalo

A lanciare l’allarme è stato il direttore del Consorzio civitavecchiese Patrizio Loffarelli

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C’è preoccupazione tra gli autotrasportatori locali per l’arrivo di flotte “forestiere” che potrebbero essere chiamate per commesse in corso, ma anche per traffici futuri nello scalo. A lanciare l’allarme è stato ieri mattina, dalla nuova sede a Varco Nord (proprio davanti all’accesso in porto riservato ai mezzi pesanti), il direttore del Consorzio Autotrasportatori Civitavecchia Patrizio Loffarelli.

“Da anni lavoriamo nel e per il porto, abbiamo fatto una rete di imprese anche con aziende di fuori Civitavecchia che raggruppa circa 250 mezzi e 29 imprese di cui 21 del Cac e 8 di fuori, ma che lavorano nello scalo da anni, però siamo pronti a difendere la nostra piazza da intrusioni esterne con tutti i mezzi. Non stiamo solo difendendo il nostro lavoro – ha spiegato Loffarelli – ma cercando di salvaguardare il “sistema Civitavecchia” che finora ha sempre funzionato. Siamo i primi a voler migliorare i servizi resi perché è così che si conquistano traffici, ma non permetteremo che altri ci portino via il nostro “pane” nella nostra città”. Un chiaro avvertimento alle imprese locali, all’Authority ed alla politica, da parte di una categoria che, quando è stato necessario, non ha esitato a protestare arrivando anche a bloccare lo scalo fermando tutti i tir.

“Oggi le voci che ci giungono non ci fanno stare tranquilli. Ci rivolgiamo quindi alle imprese portuali, affinché si servano sempre dei trasportatori locali senza mettere veti, alla politica tutta, perché capisca che il lavoro locale è un valore aggiunto da difendere, e all’Authority”.
Authority con la quale il Cac ammette di avere buoni rapporti, anche se non esitia a dire quello che non va bene, come il bando per dare in concessione la darsena traghetti.

“Siamo dell’idea che questo progetto – ha concluso Loffarelli – debba essere discusso e condiviso. Le preoccupazioni sono legate infatti ad un abbassamento della qualità dei servizi e alla perdita di posti di lavoro. Ormai i grandi armatori hanno società in house in grado di effettuare ogni tipo di servizio e l’ipotesi che possano svolgere tutto “in proprio”, una volta ottenuta in concessione la darsena non è così remota, in primis per i servizi di interesse generale e le imprese ex articolo 16.

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