Avevamo tre belle e ricche banche locali… finite in malora. E uno dei palazzi rischia di crollare. Che pena!

Il palazzo dell'ex Banca del Cimino giace da anni in stato di abbandono nei pressi del parcheggio del Sacrario di Viterbo

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sagginiUna bella scatola da scarpe

Se guardate l’immobile dove un tempo c’era la sede e la direzione della mitica Banca del Cimino, oggi sembra un palazzo senza futuro. Eppure sorge su di un’area a ridosso della sacra Valle Faul, al limitare del parcheggio di Piazza Martiri di Ungheria. Se la guardate dall’alto della Loggia delle Benedizioni, sembra proprio una scatola di scarpe (con tutto il rispetto per l’audace progettista che la fece così). Oggi il Banco del Cimino non c’è più, ed è tutto chiuso, sbarrato, transennato con tanti cartelli che addirittura ammoniscono, che è presente un pericolo di crollo.

Avevamo tre belle banche locali

Un tempo, qualche decina di anni fa, a Viterbo c’erano tre banche locali che andavano per la maggiore. Una era la gloriosa Cassa di Risparmio di Viterbo, fondata nel 1854 , la seconda era il mitico Banco del Cimino costituito nel 1911 poi c’era anche la piccola ma operosa Banca di Credito Cooperativo di Viterbo, anche lei costituita nel 1911. Le prime due facevano la parte del leone, mentre la terza era dedicata soprattutto ai soci e pochi altri. La Cassa di Risparmio era la maggiore banca locale di Viterbo, e il Banco del Cimino cercava di contrastare questo predominio. Oggi di banche locali non ne è rimasta neanche una.

Fusioni, acquisizioni e altro

La Cassa di Risparmio è diventata Banca Intesa S. Paolo, mentre il Banco del Cimino, a seguito di vicissitudini che hanno visto al centro il direttore della filiale di Canepina, è diventato Banco di Brescia. La vicenda del Banco del Cimino fece molto scalpore per l’ammanco che provocò. I fatti vennero a galla un giorno che il direttore in questione, che non prendeva mai le ferie, cadde e si ruppe una spalla. Il direttore supplente, che lo sostituiva, si avvide che c’era qualcosa che non andava, e con le indagini si scoprì un ammanco che arrivava a alcune decine di miliardi delle vecchie lire. Quando si dovette ricostituire il capitale si fece avanti il Banco di Brescia, che diventò il socio di maggioranza. Per la Banca di Credito Cooperativo di Viterbo, recentemente si è operata una fusione con la Banca di Credito Cooperativo di Ronciglione e un altro Credito Cooperativo del Nord ed è diventata BLN (Banca Lazio Nord).

Questa la storia ma il futuro?

Questa la storia in breve che ci ha fatto perdere le tre banche locali, floride e molto appetibili. Ma torniamo a noi, che fine farà quell’immobile, posto in una posizione unica, sopra la sacra Valle di Faul? Se rimane ancora così cadrà presto a pezzi, e i cartelli che avvertono “Pericolo di Crollo” saranno a questo punto veri, e molto necessari. Non è bello che nella zona più centrale di Viterbo, ci siano immobili chiusi e abbandonati, dei quali non si conosce il futuro.

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