AVIS, quando il donatore diventa eroe

L'AVIS comunale di Viterbo protagonista in ASL e al Carnevale di Fano.

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donatore diventa un eroe

Quando nel cuore di una persona arriva una “chiamata”, non quella di un telefono cellulare, o tanto meno, con tutto il rispetto, quella spirituale e inappellabile, il protagonista di una semplice donazione di sangue diventa un eroe, colui che con il suo contributo salva una vita.

L’ Avis comunale di Viterbo, con il suo presidente Luigi Mechelli, il consiglio esecutivo, i soci, i collaboratori volontari e i ragazzi del servizio civile ha portato in pochissimi anni l’associazione a livelli alti fino a diventare una vera e propria istituzione, stimata e benvoluta in tutto il territorio.gr

Più di tremila sacche di sangue raccolte nel giro di un anno, collaborazione con licei, prefettura, comune, Ausl, servizi sociali, Misericordia, Croce Rossa e comitati del capoluogo uniti in un unico obiettivo: la salvaguardia delle vite umane.

Una grande famiglia, quella “avisina”, che ha saputo, grazie ai primari del centro trasfusionale, concentrare le proprie forze nel pubblicizzare l’importanza della vita con una semplice donazione di plasma o di solo sangue.

I risultati di questo grande impegno hanno portato continui salti di qualità: l’assemblea dei soci tenutasi di recente- presenti i rappresentati istituzionali della direzione generale della ASL, i primari del centro trasfusionale, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Viterbo Antonella Sberna, l’assessore ai servizi sociali della Regione Lazio Alessandra Troncarelli, il presidente della Croce Rossa e il delegato della Misericordia di Viterbo – ha approvato il nuovo statuto dettato da Avis Nazionale, il bilancio annuale e quello provvisorio 2019 e l’impegno di portare avanti il lavoro delle donazioni.

Altro significativo passo la visita presso il Comune di Fano, dove gli “avisini” della cittadina marchigiana – gemellati con Viterbo – hanno invitato gli amici viterbesi a godersi in Tribuna d’ onore la sfilata del tradizionale Carnevale fanese, il più antico di Italia, nato nel lontano 1347.

Insomma, una piccola associazione comunale che con i suoi volontari è arrivata in alto con umiltà e perseveranza, ma soprattutto perseguendo sempre obiettivi dedicati al bene del prossimo e alla sua salute.
Donare il proprio tempo libero per una giusta causa porta a salvare una vita, a regalare speranza e a far fiorire un sorriso. Ce n’e’ davvero bisogno in una societa’ come quella di oggi, ammalata di egoismo.

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