Avviso di raccomandata senza suonare, arriva lo stop dell’Antitrust

Avviata un'indagine, nei confronti di Poste Italiane, per chiarire la sussistenza di comportamenti scorretti

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Basta all’avviso di raccomandata senza suonare.

Anche a Viterbo ed in tutta la provincia, da qualche mese, si registra l’odiosa pratica del postino che lascia l’avviso di giacenza nella cassetta senza nemmeno citofonare all’interessato.

Un modus operandi purtroppo sempre più diffuso che costringe poi gli utenti ad ore interminabili negli uffici postali per ritirare, di persona, ciò che avrebbero dovuto ricevere per corrispondenza.

Ora arriva però l’indagine dell’Antitrust.

Il Garante per la concorrenza ha, infatti, avviato un’istruttoria sulla società per presunte pratiche commerciali scorrette nell’invio delle raccomandate.

Secondo l’Autorità, Poste prometterebbe “ingannevolmente” agli utenti servizi che in realtà non verrebbero garantiti, inducendoli a scegliere lo strumento della raccomandata promuovendo caratteristiche che non vengono però rispettate.

Una delle ‘colpe’ ricadrebbe sui postini. L’avviso di giacenza del plico  verrebbe infatti spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’invio “senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio”, in pratica senza nemmeno suonare al citofono o alla porta.

Il destinatario pertanto si vede costretto “ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato”.

Sempre secondo l’Antitrust, inoltre, Poste avrebbe veicolato “messaggi ingannevoli riguardo al servizio di ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo”.

Soddisfazione per l’apertura dell’ inchiesta da parte dei consumatori. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’adozione del provvedimento è un’ottima notizia visto che il servizio raccomandate è “decisamente troppo caro e poco efficiente”.

Il Codacons invece è sul piede di guerra e si dichiara pronto a chiedere risarcimenti se Poste non dovesse riconoscere le irregolarità.

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