Bagnaia, affreschi del tardo ‘400 troveranno dimora a Palazzo Gallo

Le pregevoli opere, rimaste 'invisibili' dagli anni Settanta, saranno di nuovo fruibili da tutti

601

Gli antichi affreschi – databili tra il XIII e il XV secolo – che ornavano l’oratorio della chiesa di S. Stefano a Bagnaia torneranno a casa.

A rendere possibile l’evento l’interessamento del Comune di Viterbo, nello specifico dell’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri.

Dal 1970 le opere sono rimaste pressoché sconosciute ai più, custodite nella sede dell’ex Cassa di Risparmio di Viterbo (oggi Banca Intesa). A rischio di totale distruzione, l’istituto bancario le salvò, con la tecnica dello ‘strappo’ e le pose sotto l’egida della Fondazione Carivit.

“Ho dato mandato agli uffici dell’assessorato di predisporre un contratto di sub comodato gratuito con la Fondazione” spiega Barbieri.

Gli affreschi saranno poi dati in concessione a Palazzo Gallo, gestito dall’associazione Amici di Bagnaia.

“Il presidente dell’associazione Aldo Quadrani – prosegue Barbieri – ha già stilato una piccola relazione sulla sistemazione delle opere perché occorre predisporre le misure di sicurezza, dall’impianto d’allarme all’assicurazione”.

Nella voce dell’assessore è facile cogliere una nota di soddisfazione.

“Dopo decenni – conclude Paolo Barbieri – gli affreschi torneranno a essere visibili ai bagnaioli, ai viterbesi e ai turisti che, insieme a Villa Lante, avranno un ulteriore motivo per visitare Bagnaia!”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui