Un quesito importante, al quale dovrebbero unirsi anche gli altri Comuni della Tuscia

Bagnoregio, il Comune chiede chiarimenti sulla cura degli orti: ecco la lettera completa

259
La bella Civita di Bagnoregio in uno scatto notturno

Il Comune di Bagnoregio, come anticipato in un precedente comunicato ufficiale, ha deciso di chiedere lumi al Ministro Lamorgese e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti in merito alle restrizioni attualmente in vigore e l’esatta definizione di azione “necessaria”.

Come dichiarava il sindaco bagnorese Luca Profili: “Questo mese di aprile, che abbiamo davanti, è fondamentale per le semine e altri trattamenti che condizioneranno in maniera determinante i raccolti estivi. Ringrazio il presidente del consiglio David Crescenzi per avere lavorato al testo della lettera che abbiamo provveduto a inoltrare”.

Una questione non indifferente per l’intera Tuscia, che vanta moltissimi appezzamenti di terra coltivati, non solo per uso commerciale, ma anche per scopi privati. Un appello alla chiarezza, che potrebbe – e dovrebbe – essere raccolto anche dagli altri sindaci del Viterbese.

Un vero e proprio caso dove il coro di più amministrati locali potrebbe finalmente far volgere lo sguardo verso la Tuscia.

Il tempo (per la semina) fugge.

luca profili bagnoregio
Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili

Di seguito, la lettera completa, redatta dal presidente del consiglio comunale David Crescenzi, che il Comune di Bagnoregio ha indirizzato al Ministero dell’Interno e al Presidente della Regione Lazio.

__________________________________________________________

OGGETTO: richiesta urgente di chiarimenti in ordine alla possibilità per gli “hobbisti” di poter curare gli appezzamenti di terreno di loro proprietà a titolo di attività “necessaria”.

 Onorevole Ministro dell’Interno, Onorevole Presidente della Regione Lazio,

Come Amministratori locali, di maggioranza e di minoranza, siamo stati recentemente indicati dal Presidente del Consiglio quali “prime sentinelle” delle necessità dei cittadini durante l’emergenza Covid-19. Ed è quindi in questa veste, della quale ci onoriamo ma di cui avvertiamo anche l’onere, che abbiamo deciso prendere carta e penna per segnalarVI una importante questione postasi in conseguenza del prolungarsi delle misure restrittive a cui siamo tutti giustamente sottoposti.

In particolare, ci riferiamo alla problematica dei c.d. “hobbisti”, ossia quanti possiedono un orto o comunque un piccolo appezzamento di terreno coltivato non già per fini di impresa, bensì al solo scopo di utilizzarlo per l’autoconsumo alimentare. Un’attività, questa, che contribuisce non poco al bilancio di molte realtà familiari, come pure a mantenere curate e pulite, anche a beneficio dell’igiene pubblica, le campagne.

Sennonché, ed ecco dove sta il problema, non risulta chiaro se tale attività rientri o meno nel novero di quelle consentite per ragioni di “necessità”. Difatti, spesso le cronache riportano la notizia di persone sanzionate per aver dichiarato, in sede di controllo, di essere uscite di casa per “recarsi a coltivare il proprio orto”. Eppure, se è pacifico che sia consentita per motivi di “necessità” l’uscita effettuata per accudire gli animali detenuti al solo scopo di autoconsumo, risulta invero irragionevole non ravvisare la medesima necessità anche per l’uscita atta a curare un orto detenuto per la stessa finalità. Tanto più alla luce del parere di autorevoli esperti, come il Prof. Andrea Monti, docente di Diritto dell’ordine e della sicurezza pubblica all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara. Questi, infatti, ha recentemente dichiarato che il “mantenere in ordine un appezzamento di terra significa rispettare le regole di igiene, dunque evitare che terreni diventino incolti e infestati da erbacce dove potrebbero annidarsi topi e animali che a lungo andare potrebbero arrecare problemi di igiene pubblica, può essere un motivo di comprovata necessità al pari della coltivazione degli orti” (v. intervista del 13.03.2020 a cura di Anna di Giorgio per Rete 8).

Ciò posto, riteniamo opportuno e anzi doveroso che le Signorie Vostre, per quanto di rispettiva competenza, contribuiscano a dipanare ogni dubbio interpretativo e quindi a esplicitare se l’attività in parola, da condursi ovviamente nel rispetto delle vigenti norme sul distanziamento sociale, risulti tra quelle consentite. Così, ad esempio, il Ministro dell’Interno potrebbe diramare una circolare per chiarire che la predetta attività rientra, giustappunto, tra quelle di “necessità” già ammesse. E, dal canto suo, il Presidente della Regione Lazio potrebbe emanare un provvedimento analogo all’ordinanza n. 11 del 24.03.2020 del Presidente della Regione Sardegna, nella quale ultima è stato affermato che “È consentita, altresì, limitatamente ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare, l’uscita per la conduzione hobbistica di poderi, orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, finalizzati al sostentamento familiare”.

Abbiamo perfettamente presente che viviamo un’emergenza storica per il Paese. Pertanto, con questa richiesta non intendiamo certo minimizzare il momento ma, semmai, contribuire a governarlo con raziocinio. E la ragione ci dice che consentire agli hobbisti di coltivare i terreni deve essere permesso: in primo luogo, perché, a nostro parere, trattasi di attività necessaria (e quindi già consentita) per il sostentamento alimentare familiare e per la tutela dell’igiene pubblica; in secondo luogo, perché non pregiudica la ratio delle odierne misure di contenimento epidemiologico, in quanto detta attività dovrebbe comunque esplicarsi nel rispetto delle già citate norme sanitarie sul distanziamento sociale; in terzo luogo, perché la medesima attività risulta particolarmente utile al Paese, specie per abbattere i costi dei futuri interventi statali di sostegno economico all’approvvigionamento alimentare delle famiglie.

Peraltro, occorre che i chiarimenti che oggi Vi richiediamo giungano urgentemente. Infatti, siamo ormai ad aprile, cioè un mese fondamentale per semine, trapianti e altri trattamenti che poi condizioneranno in modo determinante i raccolti estivi. Quindi, non c’è tempo da perdere.

Certi fin da ora di un Vostro sollecito e positivo riscontro, e ringraziandoVi per l’instancabile lavoro che state profondendo nel gestire la contingente emergenza,

Vi porgiamo i nostri distinti saluti.

Bagnoregio, lì 02.04.2020

Il Sindaco e gli Amministratori locali di Bagnoregio

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui