Bambina viterbese non vede la madre per due anni: il caso finisce in Parlamento

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La vicenda comincia nel Dicembre del 2017, due genitori di una bambina si separano. La madre natia della Sardegna e disoccupata, decide di fare ritorno alla terra natale insieme alla figlia, non dando così al padre la possibilità di vederla. Come è facile immaginare la vicenda finì in tribunale, concludendosi con il verdetto del giudice: la bambina deve tornare dal padre, dato il comportamento inadeguato della madre.

La madre inizialmente si oppose ai tentativi degli agenti di prendere la figlia, per paura di non vederla mai più.

Così nell’estate del 2018 la bambina torna con il padre a Viterbo, mentre il tribunale stabilisce che la madre potrà vedere la figlia solo in determinate strutture, affiancata da degli assistenti sociali pronti a relazionare i rapporti tra le due; inoltre la donna non potrà avere contatti telefonici con la figlia.

Con il coronavirus, non è stato possibile per il genitore avere contatti con la bambina, nemmeno tramite videochiamata.

Venti giorni fa l’appello della donna, che ha attirato le attenzioni di Maria De Matteis, Garante per l’infanzia della Regione Sardegna, che a sua volta ha contattato il collega del Lazio, Jacopo Marzetti. Da lì le prime verifiche sul caso e ora la deputata Veronica Giannone, segretaria della Commissione parlamentare  per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha presentato un’ITER al ministro della Giustizia Bonafede.

Ne ha parlato anche l’avvocato Maria Grazia Caligaris:

Maria Grazia Caligaris

“Sono ancora sospesi i colloqui tra la bimba di 4 anni, affidata al padre residente a Viterbo, nel Lazio, e la mamma M.S. che vive in un paese dell’Oristanese. Mamma e figlia non si vedono ormai da oltre 3 mesi e possono comunicare solo via telefono. Una situazione insostenibile, palesemente contraria al principio della doppia genitorialità e al diritto della piccola di poter fruire dell’affetto della giovane mamma”. Lo sostiene in una dichiarazione Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, facendo osservare che “non risulta essere stata avviata dalle assistenti sociali del Comune di Viterbo alcuna iniziativa per garantire i colloqui almeno via Skype”.

“La vicenda – osserva Caligaris – sta assumendo contorni drammatici per la bambina che potrebbe manifestare crisi di panico, non sentendosi sufficientemente accudita dalla mamma. Nel frattempo però non è passato sotto silenzio l’appello di SDR. Ancora una volta è intervenuta la Garante dell’Infanzia della Regione Sardegna Grazia Maria De Matteis che ha inviato una nota urgente al collega del Lazio Jacopo Marzetti. Uno scambio di comunicazioni che, lo scorso 19 maggio, ha dato il via alle verifiche da parte degli organi

parlamento italiano
Il Parlamento italiano

competenti. Nel frattempo ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede la Deputata Veronica Giannone, segretaria della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza”.

“Il COVID19 – sottolinea ancora l’ex consigliera regionale socialista – non può separare una bambina dalla sua mamma. L’assenza di un collegamento per videochiamate a disposizione della bambina nella casa del padre o in un ambiente alternativo individuato dai Servizi Sociali è un fatto grave. La delicata vicenda, seguita da Cristina Puddu, legale della donna, che sta predisponendo un dettagliato promemoria, deve essere chiarita al più presto perché sembra configurarsi una pratica non solo illegale, in quanto lede un diritto, ma pesantemente dannosa per una creatura il cui equilibrio psico-fisico è già stato sottoposto a pesanti prove. La separazione tra i genitori prima e l’allontanamento della piccola dalla mamma e dall’intero nucleo familiare materno hanno avuto sicuramente delle ripercussioni negative sul suo sviluppo emotivo. A questo soprattutto – conclude Caligaris – occorre porre rimedio prima che le distanze rendano incolmabile il vuoto affettivo che le inefficienze del sistema di salvaguardia di una persona fragile di pochi anni hanno creato”.

L’avvocato della madre, Cristina Puddu, ha definito drammatica la situazione per la bambina, la quale potrebbe subire serie ripercussioni, come ad esempio crisi di panico dovute alla mancanza della madre. E’ chiaro che la situazione stia danneggiando la bambina, vi è necessita dunque di risolvere questo parapiglia al più presto.

 

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