Banco Alimentare: una rete contro lo spreco

Il Banco Alimentare promuove il recupero delle eccedenze alimentari e politiche a favore della lotta allo spreco.

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Anni ’60, Arizona, John Van Hengel è impegnato nella distribuzione alle persone in condizioni di bisogno di cibo altrimenti sprecato da negozi e ristoranti. E’ in quel tempo che nasce la prima “Food Bank”. Oggi le Food Banks negli Stati Uniti sono oltre 200. In Europa si chiamano Banchi Alimentari e se ne contano più di 240.

Abbiamo incontrato Matteo Fanelli, direttore del Banco Alimentare del Lazio.

“In Italia il Banco Alimentare arriva nel 1989 – racconta – e si sviluppa capillarmente sul territorio nazionale nel corso degli anni. Oggi la rete è costituita da 21 organizzazioni Banco Alimentare e dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, che ne guida e coordina l’attività”.

Il Banco Alimentare promuove il recupero delle eccedenze alimentari e la redistribuzione alle strutture caritative, favorisce politiche a favore della lotta allo spreco alimentare e a sostegno della povertà ed esclusione sociale, organizza collette alimentari e la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, uno dei più partecipati eventi di solidarietà nel nostro Paese.

“Fin dalla sua origine questa opera di carità – afferma il direttore – ha voluto andare oltre l’assistenzialismo ponendo al centro la persona. Il nostro impegno è quello di sostenere chi è in difficoltà attraverso un vero accompagnamento, che vuole favorire il ritorno all’autonomia delle persone aiutate e la  coesione sociale della comunità”.

Alimenti ancora buoni non diventano rifiuti, ritrovando così una “seconda vita”. Il cibo recuperato viene distribuito a titolo gratuito alle strutture caritative partner come associazioni, empori, parrocchie, che a loro volta aiutano le famiglie in difficoltà.

Le strutture beneficiarie stipulano con il Banco una convenzione con la quale si impegnano ad utilizzare i prodotti ricevuti in modo appropriato ed esclusivamente a favore dei bisognosi, favorendo un rapporto di partnership e corresponsabilità.

“Con il recupero degli alimenti i supermercati, i negozi e le aziende offrono un contributo in alimenti importantissimo per chi è in difficoltà, così come contengono i propri costi di smaltimento, con un conseguente risparmio energetico per il nostro territori”.

Nel 2020 il Banco Alimentare del Lazio, causa anche l’emergenza Covid-19, ha distribuito circa 5.800 tonnellate di cibo a circa 107mila persone, collaborando con 440 organizzazioni.

“Dall’inizio della pandemia – conclude – abbiamo registrato un incremento di quasi il 40% del numero di assistiti. Per questo abbiamo dovuto rafforzare la nostra struttura, la nostra opera e le nostre collaborazioni nella lotta allo spreco e alla povertà, per far fronte a nuove situazioni di povertà che hanno visto aumentare, soprattutto, la richiesta di aiuti alimentari”.

Per info sul Banco Alimentare del Lazio www.bancoalimentare.it/lazio.

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