Bando migranti: aspra polemica centri di accoglienza-prefettura

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Il bando per l’accoglienza migranti 2019 pubblicato dalla Prefettura di Viterbo – e scaduto lo scorso 20 marzo – continua a scatenare la vivace protesta di Arci, consorzio Intercasa-Gea e cooperativa sociale Gea.

I tre enti gestori dei centri di accoglienza straordinaria – dopo la precedente gara europea – si sono infatti rifiutati di partecipare alla gara di appalto indetta dal Prefetto Giovanni Bruno per un numero complessivo di 450 posti sul territorio della provincia.

Tramite i loro legali, le tre associazioni hanno elaborato un documento con cui chiedono la sospensione immediata del bando di gara e di tutti gli atti del procedimento.

“I motivi per cui il bando andrebbe rivisto sono numerosi – si legge nel documento– La base d’asta non tiene conto dei costi dei servizi che i gestori dei centri devono garantire ai migranti e, cosa ancor più grave, non considera gli oneri connessi all’accoglienza di persone con particolari esigenze, come minori, anziani, donne incinte, famiglie monoparentali e tutti coloro che soffrono di patologie psico-fisiche”.

“A ciò va aggiunto” – sempre secondo le tre associazioni – “il fatto che il bando non rispetterebbe gli standard previsti dall’Unione Europea sul piano internazionale”.

Insomma, accusano Arci, Intercasa-Gea e cooperativa sociale Gea, “le norme espresse dalla Prefettura non bastano a garantire un livello di vita dignitoso per i migranti che vengono accolti all’interno delle strutture. È come se si stesse sacrificando l’integrazione per ridurla a un vitto e alloggio per persone disperate.”

Mentre la risposta del Prefetto si fa attendere, i tre gestori dei centri di accoglienza insistono nel reclamare chiarezza e auspicano che si possa aprire un urgente tavolo di confronto per rivedere il bando di gara e le disposizioni previste.

“Siamo interessati a partecipare al nuovo bando di gara, ma a patto che non ci siano aspetti che pregiudicano la legittimità dell’ avviso”, sottolineano.

 

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