Barbarano Romano, alla casa di cura La Dimora 21 lavoratori verso il licenziamento

Il 28 maggio incontro a Roma dei sindacati con l’azienda. La Uil Viterbo: “A rischio anche i servizi ai disabili”

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barbarano romano

A rischio 21 posti di lavoro a Barbarano Romano e dei servizi ai disabili. L’associazione Anafi che gestisce la struttura sociosanitaria “La Dimora”, nel paesino del Basso Viterbese, è pronta a attivare la procedura di licenziamento per tutti i lavoratori impiegati. Lo fanno sapere il segretario generale della Uil Fpl di Viterbo Lamberto Mecorio e Pietro Bardoscia, della Uil Fpl Roma e Lazio. Ma forse il 28 maggio, nell’incontro fissato a Roma tra sindacati (ci sarà anche la Fp Cgil) e azienda, si possono aprire degli spiragli. “La motivazione addotta dal datore di lavoro – dicono i sindacalisti – sembra riguardare gli aumenti dei costi di gestione della struttura a causa delle direttive concernenti le strutture sociosanitarie”.

Martedì scorso, la Uil Fpl insieme ai colleghi della Fp Cgil, hanno inviato una nota all’Associazione Anafi di esame congiunto “con la speranza di scongiurare una situazione drammatica, che metterà in ginocchio padri e madri di famiglia impiegati in questa struttura, con figli e mutui a carico. Questo provocherà ovvie ripercussioni anche sul paese di Barbarano Romano, composto da 1067 cittadini. A tal proposito siamo stati contattati dal sindaco del paese Rinaldo Marchesi molto preoccupato per le ricadute occupazionali, rendendosi disponibile a un confronto congiunto tra sindacati, azienda, comune, Ispettorato e Prefettura di Viterbo”.

Lamberto Mecorio, segretario Uil Fpl Viterbo
Lamberto Mecorio, segretario Uil Fpl Viterbo

Nell’incontro di martedì prossimo a Roma, in cui Cgil e Uil si vedranno con l’amministratore di Anafi Anna Maria Coratella, i sindacati cercheranno di “capire e analizzare la situazione nel dettaglio; secondo la procedura di mobilità 223, abbiamo 45 giorni di discussione per scongiurare i licenziamenti ed evitare il trasferimento dell’utenza della struttura che oggi si pone lo scopo di evitare forme di isolamento o emarginazione per i soggetti disabili, oltre a sostenere il raggiungimento dell’autonomia nella vita quotidiana degli stessi”.

Insomma, Mecorio e Bardoscia valuteranno sin dai prossimi giorni insieme ai colleghi di Fp Cgil anche “le altre azioni da portare avanti durante questi giorni così critici, a partire dall’indizione dello stato di agitazione e forme di protesta; speriamo vivamente nel sostegno della cittadinanza e delle istituzioni locali, provinciali e regionali per tutelare questi 21 lavoratori e mantenere questo tipo di servizi in un territorio che ne ha estremamente bisogno”.

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