Basolato romano di più di 2.000 anni fa in mostra. Ancora bello e integro come il primo giorno!

Adesso d’accordo con la Soprintendenza è stato deciso di lasciare due tratti del basolato scoperti, per farli ammirare da coloro che transiteranno sulla strada di ingresso al nuovo sito termale

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I tratti di basolato scoperti

Recentemente nel corso di lavori per la costruzione all’accesso di un nuovo sito termale, in località Paliano, è venuto alla luce un tratto di antico basolato romano.

Noi tutti sappiamo che durante l’impero i Romani costruirono ben 100.000 chilometri di basolato. Questa rete di collegamenti hanno contribuito allo sviluppo della civiltà romana, in tutto il mondo allora conosciuto. Plinio il Vecchio scriveva: “I Romani posero ogni cura in tre cose che furono neglette dai Greci, nell’aprire strade, nel costruire acquedotti e nel disporre cloache nel sottosuolo”.

Aver trovato questo basolato, non è dunque una novità, ma è bello vedere che è stato ritrovato integro. I nostri libri sulle Thermae usate dai Romani nell’agro viterbese, già riportavano la notizia che la Strada Consolare Cassia, nel territorio di Viterbo, le lambiva tutte. Anzi era stata addirittura deviata per consentirle di passare vicino a tutti gli impianti.

Questo l’elenco dei siti termali che lambiva: Il Bagnarello (in località Paliano); S. Maria in Selice (vicino alle ex Terme Inps); Ebrei (dove sono attualmente le Terme dei Papi); Bullicame (dov’è la “callara”); Almadiani (sotto il ponte della superstrada a ridosso del Casale del Boia); Carletti (dove si trovano le piscine a ridosso di Strada Terme); Zitelle (su strada Valore); Busseta, Prato e Colonnella (all’interno del perimetro militare dell’aeroporto); Naviso (dove attualmente c’è lo stabilimento Thermae Oasi); La Lettighetta (dove si trova il Bagnaccio); Bacucco (dove si ergono le antiche vestigia di quelle Thermae, sulla Strada che va a Marta).

I tratti di basolato scoperti

Il basolato in alcuni tratti giace cinquanta centimetri sotto al prato (come alle Terme Carletti), in altri casi fa da fondamenta solide, a strade vicinali o poderali.

Adesso d’accordo con la Soprintendenza è stato deciso di lasciare due tratti del basolato scoperti, per farli ammirare da coloro che transiteranno sulla strada di ingresso al nuovo sito termale. L’idea ci piace.

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