Beatrice Castagnoli e Luca Paolella: il Vescovo celebra oggi una Messa in loro memoria

168
{"subsource":"done_button","uid":"8CFF5782-906E-4EC9-A0B0-47A85433964C_1600783563459","source":"other","origin":"unknown","source_sid":"8CFF5782-906E-4EC9-A0B0-47A85433964C_1600783566190"}

Viterbo- Oggi, 22 settembre, presso il Duomo, alle ore 18, il vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli celebrerà la Santa Messa in ricordo di Beatrice Castagnoli e Luca Paolella.

Storie come quelle di Beatrice e Luca sono purtroppo frequenti, ma è bene che si parli di loro, perchè sono il simbolo della speranza e della forza di affrontare il male.

Ricordare a volte serve a serbare nel cuore e a dare forza e coraggio nelle difficoltà. Quanta forza hanno dimostrato Beatrice e Luca! Erano due giovani che hanno combattuto contro la malattia, non l’hanno sconfitta con la guarigione ma offrendosi entrambi serenamente alla morte.
Le loro vite, normali, semplici, serene, improvvisamente, sono cambiate.

Beatrice Castagnoli si era sposata a ventisei anni dopo un lungo fidanzamento con Remo. Dopo un anno era nato il suo grande amore: il figlio Giorgio. A distanza di due anni dal parto, però, la ragazza ha scoperto di avere un tumore al seno, si era sottoposta ad intervento chirurgico e poi alla chemioterapia. Per più di un anno la malattia sembrava essersi fermata, ma nel 2015 recidiva.

Le metastasi pian piano invadono il suo giovane corpo. Negli ultimi due anni di vita, la malattia era così diffusa che ai medici sembrava incredibile che Beatrice potesse condurre una vita normale e fare la mamma a tempo pieno di Giorgio, di ormai 8 anni compiuti.

Inoltre, promuoveva attivamente la nascita del gruppo di preghiera riMarmonica, continuando a svolgere le sue opere di volontariato rivolte ai malati e agli anziani. Era presente ai pellegrinaggi verso Medjugorie e agli incontri di Rinnovamento. Beatrice sopportava dolori indicibili ma sorrideva. E’ morta all’età di trentasei anni.

Luca Paolella era amico di tutti. Aveva quel sorriso buono e un modo di fare gentile e garbato. Sportivo, tenace, forte, non si era arreso alla malattia, che lo aveva portato a pesare 40 kg. Pregava e si allenava coi pesi alle gambe fino alla fine. Provava ad andare a camminare alla Palanzana, malgrado il suo fisico fosse provato. Giocava con il figlio ed era vicino sempre alla dolcissima moglie Matilde.

Luca Paolella, devoto di Gesù, fin da piccolo andava spesso alla Santa Messa con la mamma. Si era fidanzato con Matilde a 20 anni e si era sposato con lei all’età di 31 anni. Dopo le nozze, era arrivato il figlio Alessandro. Luca ha dedicato la vita allo sport allenando i ragazzi della Viterbese. Ha sempre affermato che, più che formare campioni, voleva insegnare loro a diventare uomini migliori. Un grande insegnamento che ha trasmesso ai suoi familiari. Poi è stato ricoverato inizialmente per sospetta appendicite acuta. In sede operatoria però la diagnosi è apparsa diversa: si trattava di un adenocarcinoma.

Nell’arco di due anni ha subito tre interventi chirurgici e si è sottoposto a tecniche terapeutiche innovative ma la malattia si è diffusa rapidamente. Diceva che non ci si deve arrendere mai e questo era l’insegnamento che doveva lasciare al figlio.  Nel frattempo la preghiera e l’amore per i suoi cari erano diventati la sua vera terapia. Aveva una parola buona per tutti. E’ morto nel marzo del 2019, all’età di cinquantuno anni. Quanti amici al suo funerale! Un immenso dolore per tutti i viterbesi.

Beatrice e Luca sono storie di “santi” dei giorni d’oggi, due giovani che hanno visto improvvisamente cambiare la loro vita dalla malattia e dalla sofferenza, ma pronti ad affrontare il dolore e a fare della loro croce un esempio per tutti noi. Una giovane madre e un bravo padre tolti troppo presto all’amore dei cari.

Siamo stati fortunati ad averli conosciuti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui