L'ultima genialata della recidiva ministra Azzolina nell'Italia del Covid

“Bella Ciao” patrimonio culturale universale. Si canti in tutte le scuole!

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azzolina
Il direttore Giovanni Masotti

A raccontarlo non ci si crede. Con quello che stiamo passando, con l’ angoscia che ci pesa dall’alto come un macigno, con gli infiniti problemi da Covid che mettono a rischio l’ anno scolastico e l’ equilibrio di milioni di bambini e ragazzini, c’è chi si preoccupa di far cantare a squarciagola nelle medie la mitica “Bella ciao”, simbolo sì della liberazione dal nazifascismo, ma anche paradigma indelebile della divisione dell’ Italia.

L’ incredibile, balzana, storia ha preso il via nelle scuole di un ridente comune del frusinate, Piglio, e la superministra supercazzola Lucia Azzolina – nota per la sua fantasiosa incapacità e la sua zoppicante istruzione – se ne è subito impadronita con le unghie e coi denti difendendo e timbrando la sconcertante iniziativa del dirigenti della media “Ottavio Bottini” nella iperpartigiana Piglio dalle proteste e le contestazioni di Fratelli d’ Italia, formalizzate in un’ interrogazione parlamentare di Fabio Rampelli.

Niente da fare per il meloniano vice-presidente della Camera. “Bella ciao – e giù un lirico panegirico – è patrimonio culturale italiano, simbolo mondiale della lotta alle guerre e agli estremismi riconosciuto in tutto l’ orbe terracqueo. Parole che profumano come miele per le orecchie dei comunisti nostrani, che – sotto lo scudo della Resistenza – si macchiarono tuttavia anche di tante dimenticate efferatezze in nome della libertà.

Ma, di fronte a tale ignoranza e a tanto fanatismo, non c’è niente ragione che tenga  La faziosità vince e la ministra ne è letteralmente deliziata. Ah, avrà cogitato, perché non avevo pensato prima ad una tale prelibatezza storico-culturale? Ma, adesso, la Azzolina dei miracoli – c’è da giurarci – correrà ai ripari e si dedicherà imperterrita a diffondere i canti e i suoni di “Bella ciao” in tutto lo stivale. Queste sì che sono le cose importanti cui porre ai ripari in queste Italia derelitta! Il resto sono bazzecole. Giusto, ministra?

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