Bella Galiana: benvenuta, fanciulla baciata dal Sole

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Una raffigurazione della Bella Galiana

sagginiRiassunto delle puntate precedenti: Dopo il naufragio e la cattura del porcellino dalle candide setole, eletto a amuleto portafortuna, siamo giunti alla nascita di Galiana con il sole che, complice un refolo di vento, si introduce nella stanza da letto, e illumina la testa di Galiana appena venuta alla luce, dal grembo materno.

(Tratto dal libro “Le Nobiltà dei Viterbesi” di Giovanni Faperdue).

Torre detta della Bella Galiana

L’auspicio di quel bagliore, quasi accecante, che aveva inondato tutta  la stanza, ridicolizzando la luce di tanti candelieri, era meraviglioso. La levatrice e le fantesche che erano raccolte attorno alla partoriente, si guardarono stupite e poi applaudirono la scena trascurando per un attimo la piccola Galiana e sua madre, che non capì immediatamente cosa stesse accadendo e perché, nel pieno delle sue sofferenze, le assistenti pensassero solo a quello scrosciante battere di mani.

Galiana, che era appena uscita, con la piccola testa, dalle pudenda della madre, non gradì molto quella luce così abbagliante, che si sostituiva al buio caldo, ovattato e protettivo, della pancia materna, ma era troppo impegnata nella sua prima fatica, per uscire tutta alla vita, che quasi non ci fece caso.

Il padre, Rollando di Veralduccio dei Brettoni,  che attendeva passeggiando nervosamente, lungo il corridoio, stringendo nel pugno destro la punta della sua barba, sentendo l’applauso, pensò che il parto si fosse felicemente concluso, ed entrò precipitosamente nella stanza chiedendo:

Retro della Torre detta della Bella Galiana

“E’ un maschio?”.

La levatrice, una popolana tutta d’un pezzo, come si direbbe oggi, si girò verso il visitatore indesiderato e, senza considerare minimamente che quell’uomo era il padrone di casa, oltre ad essere il padre della piccola, con il braccio proteso e il dito indice indicante la porta, urlò:

“Fuori! Nessuno vi ha chiamato! Andate subito fuori!”.

L’uomo, suo malgrado, dovette uscire di nuovo e, anche se molto curioso sul motivo dell’applauso, si consolò pensando di chiederne poi il motivo, quando sarebbe potuto entrare.

La levatrice intanto, passato il momento di euforia collettiva, e il giusto richiamo al padre che si era infilato inopportunamente nella stanza, aveva ripreso a incoraggiare Donna Costanza:

“Forza, forza adesso!”.

“Ancora un poco di forza, ché è quasi finito tutto. Il bambino è ormai tutto fuori!”.

“E finita, forza che è finita! Brava! Brava! Così…… forza un ultimo sforzo che ci siamo!”.

Mentre nella stanza, gli sforzi della partoriente si mescolavano con gli incitamenti della levatrice, la piccola, come fosse stata incoraggiata, da quella luce che l’aveva abbagliata e nello stesso tempo “benedetta”, scivolò con facilità e leggerezza nelle mani di Donna Bianca, che l’accolse con un melodioso:

Torre detta della Bella Galiana

“Ma è una femminuccia! Proprio una bella bambina!”.

Poi rivolta alla puerpera:

“Donna Costanza, avete partorito una bellissima bimba. Se avete pazienza un momento, ve la porto subito”.

Dopo avere reciso il cordone ombelicale, lavò ben bene il piccolo corpicino e mentre faceva ciò, guardando bene la piccola, sorridendo felice, diceva:

“Benvenuta! Il sole ti ha baciata e tu sei bella come il sole”.

La madre, che nel frattempo era stata informata del motivo dell’applauso, quando la vide così bella e così radiosa, preoccupata per l’affronto che il marito aveva subito da parte della levatrice, chiese a Donna Bianca di chiamare il marito in camera da letto.

Rollando, premuroso e timido per la scenata subita pochi minuti prima, entrò nella stanza e, con lo sguardo fisso sul pavimento, si diresse al capezzale della moglie che teneva accanto a sé la piccola nascitura.

“E’ femmina”, sussurrò la donna, con qualche esitazione, sapendo che il marito avrebbe preferito un maschio, ma quando vide il sorriso che illuminò il volto del consorte, mentre accarezzava lievemente le gote rosate della piccola, si rasserenò.

L’uomo non si stancava di guardare il piccolo ovale della neonata, regolare e roseo ornato da una sfumatura di minuscoli capelli biondi. Mentre la osservava aveva anche ricevuto, come inaspettato regalo,  un sorriso della piccola, in risposta ad una sua carezza.

“Ditemi Costanza, come mai quel battimano così prolungato durante il vostro travaglio? Cos’è che ha scatenato quel lungo applauso?” (continua)

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