Bella Galiana: Galiana fissa negli occhi Frisigello e il giullare sbaglia i giochi di abilità. L’amore fa anche questi scherzi.

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Una raffigurazione della Bella Galiana

Riassunto delle puntate precedenti: Al momento delle presentazioni l’istitutrice non permette a Galiana di presentarsi a Frisigello. La ragazza dispiaciuta si rinchiude in camera per un lungo giorno. Cercherà invano di vedere Frisigello, dalle finestre della sua abitazione. Frisigello invece, la aspetterà inutilmente sulla strada, dove l’ha incontrata per la prima volta.

Si allontanarono lasciando Frisigello con un palmo di naso. Ma il giovane sapeva chi era la ragazza bionda e bellissima che aveva incontrato e sapeva anche che, certamente, l’avrebbe incontrata di nuovo. Per questo motivo non se ne fece un cruccio. Galiana, pur senza profferire parola, rimase rammaricata per la mancata presentazione a quel giovane tanto simpatico e, appena rientrata nella casa, con la scusa d’un improvviso mal di testa, si ritirò nella sua stanza. All’ora della cena, non scese nel salone creando per la prima volta problemi ai suoi genitori che si preoccuparono molto. Quella sera Rollando e Donna Costanza capirono che la loro bambina, purtroppo,  stava crescendo. Il giorno dopo Galiana non volle uscire lamentando ancora un leggero malessere. Restò in casa e si affacciò a tutte le finestre che guardavano sulla strada dove aveva visto il giovane Frisigello. Lo cercò tra tutti i passanti e, per un solo fuggevole attimo, ebbe anche modo di vederlo, mentre passava veloce nella strada insieme al suo amico Barbarigo.

Frisigello dal canto suo, quel giorno, aveva percorso la strada dove aveva incontrato Galiana più e più volte, in avanti e indietro, cercandola tra tutte le persone che incontrava. Era anche passato, più volte, davanti al palazzo dove ella abitava e si era seduto sulla scalinata della chiesa di S. Martino, proprio davanti al profferlo d’ingresso, nell’attesa di vederla, almeno, affacciarsi sul terrazzo. Quel giorno, però, il destino si prendeva gioco dei due ragazzi: Galiana era affacciata su di una finestra nel lato nord del palazzo, per cercare di vedere Frisigello, mentre il giullare aspettava di incontrare Galiana seduto davanti al lato sud del fabbricato. Si sarebbe detto una a levante ed uno a ponente come a sentenziare che, quel pomeriggio, non si sarebbero potuti incontrare.

Il giorno dopo Galiana che non resisteva più dalla voglia di rivedere, almeno per un solo momento, Frisigello, andò dalla madre: “Madre buongiorno. Sono venuta per dirvi che il male di testa è passato. Volevo chiedervi il permesso di uscire a fare una passeggiata con Pierfrancesca”.

La madre, felice di vedere Galiana in buona salute acconsentì. Per l’occasione, la giovane volle indossare un vestito nuovo a tunica, in velluto blu notte, che lasciava le spalle scoperte. Chiese anche che Matilde sciogliesse i suoi capelli biondi, in modo che potessero ricadere morbidamente sulle spalle. Dopo che la fantesca l’ebbe pettinata si specchiò e  si piacque: era proprio carina. Era così, infatti, che voleva apparire quel giorno per Frisigello.

Pregò l’istitutrice di cambiare il percorso della passeggiata e di passare, prima che si facesse tardi, proprio in quella strada dove aveva incontrato Frisigello. Questa volta l’incontro avvenne perché il giullare c’era e, com’era suo costume, stava facendo giochi d’abilità con mele e pannocchie di granturco. Galiana chiese all’istitutrice di consentirle di fermarsi per guardare lo spettacolo. Frisigello aiutato da Barbarigo fece dei numeri che nessuno aveva mai visto, tanto che la folla si era radunata più numerosa del solito e tutti lo applaudivano.

La giovanetta guardava le mani del giullare che si muovevano con abilità ma poi il suo sguardo andava agli occhi a cercare di catturare la sua attenzione.

Solo quando i suoi occhi celesti si perdevano negli occhi neri come la notte di quel giovane, lei si sentiva veramente felice ed appagata. Frisigello, dal canto suo, aveva accettato quel gioco e anche il suo sguardo si perdeva spesso negli occhi, celesti come il cielo, di Galiana ma a causa di ciò, purtroppo, perdeva la sua abilità di concentrazione e più di una volta aveva sbagliato gli esercizi. “Scusatemi signori – fece dopo l’ultimo errore – ma quest’oggi sono troppo stanco. Vi prego di tornare domani, sarò fresco e riposato e potrò ripetere questi ed altri giochi con maggiore maestria”. Dalla folla uscì un mormorio d’approvazione mentre ognuno riprendeva il proprio cammino.

Frisigello scese dalla panca e, passando con agilità tra la folla che si andava allontanando, si avvicinò a Galiana che, al contrario di tutti gli altri spettatori, era rimasta ferma al suo posto a conversare con l’istitutrice, come se lo spettacolo dovesse ancora continuare.

“Posso avere l’onore di conoscere questa bella damigella?”, disse rivolto all’istitutrice.

Pierfrancesca stava per rispondere ma fu anticipata da Galiana che inaspettatamente e senza il permesso della donna fece: “Io sono Galiana figlia di Messere Rollando di Veralduccio dei Brettoni”, il tono della voce era fiero ma il sorriso, che scaturiva dalle sue labbra mentre si presentava, era morbido e accarezzante.

“Forse un sorriso troppo morbido e accarezzante per una presentazione con un ragazzo che incontrava per la seconda volta”, pensò Pierfrancesca, la quale doveva anche insegnarle tutti i comportamenti secondo rigide regole d’educazione familiare.

Frisigello finse stupore ascoltando quel nome e quella casata che, ormai, conosceva molto bene per essersi informato da più parti, e s’inchinò con la faccia, quasi fino a terra, togliendosi il cappello verde, a cono, fornito di una stretta falda circolare.

L’istitutrice guardò Galiana con tono di rimprovero, poi l’avvertì che era ormai tempo di rientrare a casa.

“Madonna, sono molto onorato di fare la vostra conoscenza. Sono fiero di avere tra il mio pubblico una damigella così graziosa e d’alto rango. Quando verrete la prossima volta, vi farò assistere ad una mia nuova invenzione di gioco d’abilità che chiamerò con il vostro bel nome: la giostra di Galiana. Siete contenta?” domandò con gli occhi che gli brillavano per la contentezza.

“Forse si!” rispose sorridendo la ragazza come per tenerlo sulla corda. Poi, seguì docilmente l’istitutrice che ormai aveva iniziato lentamente ad avviarsi verso il palazzo e la tirava leggermente per la manica. (seguita)

 

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