Bella Galiana: Posso conoscere il vostro nome Madonna? Stava per rispondere, ma l’istitutrice…

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Bella Galiana – La nostra meravigliosa Storia –

  

Riassunto delle puntate precedenti: Galiana cresce accudita con amore dai suoi genitori, che adesso che la fanciulla è cresciuta, hanno anche chiamato al suo servizio una istitutrice, perché la educhi e la segua costantemente.

 

(seguito) Fino all’età di tredici anni Galiana visse tra le mura domestiche senza mai uscire. Quando, nelle belle giornate di primavera o d’estate ella era condotta da Pierfrancesca, la severa istitutrice scelta dal padre, a fare quattro passi fuori, era questo solo un modo di dire, perché la donna conduceva Galiana nel giardino della casa, che era molto grande, spazioso e ben curato, ma circondato da alte mura di cinta.

Quindi la ragazza, nei suoi primi tredici anni di vita, conobbe solo persone più grandi di lei ed ebbe contatti solo con i suoi genitori, l’istitutrice, le fantesche e tutte le altre persone che lavoravano nella casa. Pensate la sua gioia quando, pochi mesi prima del compimento dei quattordici anni, accompagnata dall’istitutrice, potette uscire per la prima volta, per le strade di Viterbo.

Ella, quel giorno, non stava più nella pelle. La madre aveva comandato che, per l’occasione, fosse vestita con un abito di velluto francese, blu a pois bianchi, con risvolti e collo in tela di lino candido, finemente ricamato. Quel colore del vestito, così scuro, metteva in risalto i lunghi e ondulati capelli biondi della giovane e il pallore diafano della carnagione del viso. L’istitutrice, mentre avanzavano nella strada, dava consigli a Galiana sul portamento e su come incedere con grazia. “La mano destra, che avete libera, tenetela appoggiata alla gonna come se dovesse essere trattenuta”. Subito dopo, però, aveva un altro suggerimento:“Vi rammento che la vostra testa deve tenere un portamento diritto come se ci fosse poggiato un vaso di fiori, che non dovrà mai cadere”.

Poi subito dopo ancora consigliava: “Non guardate mai gli uomini che incrociate. Dovete fingere di non vederli. Se proprio non potete frenare la vostra curiosità, guardateli quando sono ancora lontani e poi ignorateli”.

Galiana incedeva così regalmente che, tutte le persone che incrociava, si facevano da parte inchinandosi o togliendosi il cappello. “Ma chi è la bella giovanetta?” era una domanda che, al passaggio di Galiana,  ricorreva frequentemente. La risposta giungeva da più parti: “E’ Galiana la bella. La figlia di Messere Rollando di Veralduccio dei Brettoni”. Tutto il popolo di Viterbo era stupito di tanta soavità già presente in una ragazza così giovane e l’ammirazione che le veniva tributata era fuori dell’ordinario.

 

Per quella prima uscita i genitori le avevano concesso il permesso di rimanere fuori della casa per un’ora.

Come tutte le prime volte quel breve intervallo, volò e presto, quasi subito, Galiana fu sollecitata dall’istitutrice per ritornare verso la casa paterna, essendo terminato il tempo per la passeggiata. Mentre stavano sulla strada per il ritorno la giovane, vide un ragazzo, più o meno della sua età che, in piedi sopra una panca, continuamente lanciava in alto, per poi riprenderle, tre pannocchie di granturco una dietro all’altra. La ragazza non aveva mai visto giocolieri così abili neanche tra quelli che venivano, nelle ricorrenze, al palazzo.  “Vi prego Pierfrancesca fatemi osservare un attimo questo giovinetto che gioca come un giullare”, implorò Galiana che amava guardare questi giochi d’abilità.

Quando il giovane si accorse di avere attirato l’attenzione di Galiana, chiamò l’amico Barbarigo e, con la sua collaborazione, cominciò a fare dei numeri sempre più difficili, usando questa volta quattro mele e riuscendo anche a strappare un “Ohhh” d’ammirazione a Galiana e all’istitutrice. Dopo tanti esercizi tutti impegnativi, il giovane stanco ma soddisfatto, scese con un atletico salto dalla panca e si avvicinò a Galiana facendo un inchino, mentre si toglieva elegantemente il cappello: “Il mio nome è Frisigello e questo è il mio aiutante Barbarigo – e poi, di seguito, rivolto alla bionda damigella che le era di fronte – posso conoscere il vostro nome Madonna?”. Galiana stava per rispondere, quando l’istitutrice la tirò per il braccio dicendole con tono imperioso:“E’ tardi e dobbiamo rientrare subito!”. (continua)

 

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