Beni confiscati alla mafia, la Tuscia protagonista a Milano

"Un bene di tutti: le coop sociali che recuperano edifici, aziende e terreni confiscati. Tre storie da Milano a Casal di Principe passando per Viterbo". Presentato a Milano, il documentario di Legacoopsociali

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“Un bene di tutti: le coop sociali che recuperano edifici, aziende e terreni confiscati. Tre storie da Milano a Casal di Principe passando per Viterbo”.

E’ stato presentato stamattina, a Milano, il documentario promosso da Legacoopsociali, prodotto dal quotidiano on line NelPaese.it e realizzato dal videomaker Stefano Cioni.

Tre storie come ha dichiarato Eleonora Vanni, presidente nazionale Legacoopsociali: ” di coloro che acquisiscono e recuperano i beni confiscati e li rimettono al centro del territorio. Immobili, terreni e aziende sottratti alle mafie per creare comunità e occasioni di inclusione lavorativa”

C’è il ristorante di Lecco dove prima c’era la ndrangheta, l’asilo nido realizzato in un immobile del clan dei casalesi a Casal di Principe ed infine la cooperativa sociale Alicenova che gestisce un terreno confiscato alla camorra per fare inclusione lavorativa.

Nel documentario Marco Carducci, vicepresidente della cooperativa Alicenova racconta la rinascita dei cinque fabbricati affidati al comune di Nepi nel 2000 dopo la confisca alla criminalità ed assegnati con bando pubblico nel 2015. “In questi spazi riconducibili ad affiliati del clan Nuvoletta venivano sistemati i cavalli destinati alle corse clandestine – prosegue Carducci – Ora il nostro obiettivo è recuperare questi grandi spazi, soprattutto quelli esterni, per finalità agricole e realizzare progetti di tipo riabilitativo, come del resto già facciamo nelle nostre altre due cooperative ed aprirci anche al pubblico, con l’apertura di progetti commerciali.

Oltre a fare inserimento lavorativo lo facciamo su un bene confiscato, quindi un “bene comune” e questo dà ancora più valore al nostro operato, conferendogli, indubbiamente, tutto un altro sapore.”

 

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