Il presidente del Movimento Imprese e Ospitalità ai microfoni del Tg4: "Prima di dare soldi allo stato faremo mangiare i nostri figli"

Bianchini (M.I.O Italia): “In 7 mesi solo promesse dal governo, siamo pronti ad altre azioni di protesta”

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Paolo Bianchini ai microfoni dell'Ansa

“Da oggi (ieri, ndr) inizio ufficialmente lo sciopero della fame per denunciare lo stato di abbandono totale del mondo dell’ospitalità”.

Paolo Bianchini, presidente del M.I.O (Movimento Imprese e Ospitalità) ha annunciato l’inizio di una nuova protesta contro il governo, immobile di fronte alle difficoltà che il settore sta attraversando.

Ieri sera ai microfoni del Tg4 Bianchini ha affermato che “da sette mesi dal governo ci sono state solo promesse e belle parole, ma la mucca che hanno munto ha finito il latte. O viene preso un provvedimento serio – e non finito come quelli di Cura Italia – oppure intraprenderemo ulteriori azioni di protesta. Il primo passo sarà appellarci all’articolo 53 – ha aggiunto Bianchini – e non pagare, perché prima di dare soldi allo Stato faremo mangiare i nostri figli”.

E poi, ha proseguito il presidente del M.I.O, “qual è la differenza tra un imprenditore e un lavoratore statale che, mentre noi possiamo essere contagiati sta a casa e con tutto lo stipendio pagato?”.

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