Storica la presa di posizione per un paese liberale come quello americano

Biden pro alla sospensione dei brevetti per i vaccini Covid, verrà seguito?

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Solo poco tempo fa abbiamo visto innalzarsi il vaccino Pfizer-BioNtech da 12 a 19,50 euro per dose. L’incremento è naturalmente dovuto agli stop di AstraZeneca e J&J, il che ha fatto ridurre l’offerta di vaccini, creando una sorta di monopolio.

Con il tempo l’Ue ha capito che il vaccino a mRna messaggero è l’alternativa più affidabile ma è altresì giusto che i consumatori e il bene comune venga difeso a spada tratta.

Nonostante l’accordo a medio lungo termine con le tra UE e Big Pharma, si prevede un innalzamento fino a 10 volte del prezzo attuale. Tra i 150 e i 175. Ad annunciarlo era stato il direttore finanziario di Pfizer, Frank D’Amelio. Già a Febbraio, in una call con gli investitori aveva previsto a auspicato a un aumento di quelle proporzioni una volta che la pandemia si fosse ridotta allo stato endemico.

A dispetto dei prezzi attuali giudicati troppo bassi, per Pfizer si prevedono ricavi per 15 miliardi di euro, con un utile di 4 miliardi di euro. L’investimento in ambito farmaceutico più redditizio di sempre. Ma evidentemente non gli basta.

Se una volta finita la pandemia, la domanda di vaccini Covid probabilmente sarà infinitamente più bassa, ora non lo è per niente. L’obiettivo comune è infatti quello di consegnare quanti più vaccini possibile al maggior numero di persone possibile e nel minor tempo possibile. Ciò non succederà se la proprietà intellettuale continuerà a rimanere nelle mani di pochi.

L’amministrazione Biden scocca una freccia a sfavore delle Big Pharma e apre a una revoca dei diritti di proprietà intellettuale fino a che la pandemia non sarà debellata. Chi meglio del Presidente della prima potenza mondiale poteva sbilanciarsi su una questione così grande?

Von Der Leyen conferma l’apertura a trattare sull’argomento: “Europa pronta a discutere su sospensione dei brevetti”. I ritardi nelle consegne sono stati ampi e ciò non ha permesso alle nazioni (tranne a poche elette) di condurre una campagna vaccinale degna di nota. In Lombardia ad esempio, dovranno rallentare i volumi di dosi somministrate perché a ritmi così alti rimarranno senza.

Le case farmaceutiche naturalmente si schierano contro affermando che si tratta di una “risposta semplice ma sbagliata a un problema complesso”. Nulla da dire, il problema è grande e complesso, ma così non si può andare avanti. Non si può continuare a salvaguardare il bene di pochi a discapito della popolazione mondiale, la quale non vuole nient’altro che uscire da questa situazione il più presto possibile.

Si tratta di un caso mai visto e prevede perciò delle misure mai messe in atto. Non vi sono analisi economiche o declinazioni politiche che tengano. Va’ salvaguardato il bene comune.

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