Meno 13 dal rinnovo del consiglio provinciale e la polemica sale. Il centro-destra avverte Nocchi

Bilancio a sei giorni dal voto? Marini (FI): “Uno sgarbo istituzionale alla democrazia!”

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Meno 13! Inizia il countdown dei giorni che mancano al 15 dicembre, data in cui sindaci e amministratori del Viterbese saranno chiamati a votare 42 loro colleghi per il rinnovo del solo consiglio provinciale.

E’ il ‘gioco’ – ideato dalla riforma Delrio – in cui la politica elegge se stessa!

Intanto in questi giorni è iniziata la campagna elettorale. E non esiste modo migliore per dare visibilità a una elezione – dallo scarsissimo appeal per i cittadini, visto che sono banditi dalle urne – che ‘condirla’ con polemiche e scontri verbali!

All’avviso di sfratto – annunciato dal senatore della Lega Umberto Fusco e da quello forzista Francesco Battistoni – nei confronti del presidente Nocchi, il centrosinistra ha replicato con un lapidario “Il consiglio non può sfiduciare il presidente, neanche con l’intervento del prefetto”.

In maniera altrettanto secca risponde Giulio Marini, candidato di Viterbo per la lista ‘Insieme per la Tuscia’: “Nessuno ha parlato di sfiducia al presidente!”.

Ribadendo la sua contrarietà a questa tipo di elezione di secondo livello perché “è di dubbia rappresentatività del territorio, visto che non vota la gente ma gli amministratori” punta diretto sulla convocazione dei sindaci – da parte del presidente – per la valutazione del bilancio di previsione 2020-2022.
“Se fossi stato in Nocchi eventualmente avrei anticipato la convocazione in tempi meno sospetti. E’ regolare convocare il 9 dicembre i primi cittadini quando il 15 ci sono le elezioni? Quantomeno è discutibile! Si capisce benissimo che è una forzatura e quindi il problema è istituzionale!”.

Infatti il centrodestra in Provincia ha chiesto l’intervento del Prefetto per bloccare la convocazione. Può accadere?
“Ciò che è accaduto è una sorta di sgarbo istituzionale alla democrazia! E come tale è stato manifestato al rappresentante territoriale del Governo. Starà al suo giudizio valutare al meglio la situazione nei parametri imposti dalla legge. La polemica è sulla tempistica. Teoricamente, a elezioni da tenere, il centrodestra essendo alla guida dei Comuni più grandi – Viterbo, Tarquinia e Civita Castellana – avrebbe i numeri per governare. L’anomalia, con la normativa vigente, è che si mette Nocchi nelle condizioni di trovarsi in grande difficoltà”.

Intende con il rischio di andare allo scontro diretto tra il presidente e il nuovo consiglio che si andrà a insediare il 16 dicembre?
“Se la rappresentatività del centrodestra sarà confermata dai numeri che ci attendiamo, Nocchi si troverà in difficoltà a rappresentare un consiglio con una maggioranza che non lo sostiene. Una situazione imbarazzante! La politica centrale dovrebbe anche ragionare su questo tipo di anomalie generate da una legge elettorale che è di una banalità inaudita. Nocchi è stato eletto legittimamente con questa legge e ha diritto di governare. Però, come farà con una maggioranza di centrodestra? Potrebbe diventare un ostacolo per l’attività istituzionale! E quindi… quando trovi degli ostacoli, è bene rimuoverli!”.

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