Bilancio: dopo l’ “ultimatum” del prefetto, avanti a tappe forzate

Oggi pomeriggio altro appuntamento del Consiglio comunale che deve approvare il bilancio di previsione 2019 entro il 22 aprile.

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Oggi pomeriggio altro appuntamento del Consiglio comunale che deve approvare il bilancio di previsione 2019 entro il 22 aprile. Il cammino a questo punto si fa davvero serrato: una vera  e propria corsa contro il tempo. I termini di legge sono infatti scaduti il 31 marzo e il Prefetto di Viterbo Giovanni Bruno ieri ha proceduto a inviare l’atto di diffida al Comune. Nel provvedimento si ammonisce l’amministrazione che in caso di “decorso infruttuoso e di persistente inadempimento” dell’approvazione del documento si procederà allo scioglimento del Consiglio comunale. Insomma, venti giorni per non “morire”.

La maggioranza, nel frattempo, con l’obiettivo di procedere a tappe forzate, si prepara a presentare – per il prossimo lunedì – un maxi emendamento che intende trasformare il documento contabile proposto a inizio marzo dal vice sindaco Enrico Contardo in un atto di indirizzo più politico, velocizzando così l’iter delle votazioni.

Secondo Luisa Ciambella, capogruppo Pd, la discussione per l’approvazione del bilancio sta procedendo con “approssimazione e sciatteria”. L’esponente dell’opposizione ironizza: “Dopo aver ascoltato la lettura delle scialbe relazioni degli assessori, ho capito che una possibilità di farsi conoscere questa città ce la può ancora avere, nonostante tutto: basta inviare la registrazione della seduta di ieri a Massimo Boldi e Christian De Sica e sono certa che i due comici non esiteranno a scritturare la giunta e la sua maggioranza per un cinepanettone per il prossimo Natale. Forse faranno in tempo anche per farne uno estivo”.

Scherzi a parte, vedremo come oggi continuerà la discussione sul provvedimento più importante per il governo cittadino, quello a cui sono legate le prospettive e le esigenze concrete dei viterbesi. Confidiamo nel senso di responsabilità di maggioranza e opposizione per arrivare a un risultato. Meglio una giunta in carica, per quanto lasci assai a desiderare, piuttosto che lo spettro dello scioglimento e la prospettiva di una campagna elettorale anticipata.

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