Domani ultima conferenza dei servizi per la realizzazione dell'impianto industriale

Biodigestore all’Acquarossa, un consiglio straordinario molto tecnico ma politicamente non dirimente

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A cosa è servito? La domanda sull’utilità del consiglio straordinario, richiesto dall’opposizione, sul biodigestore all’Acquarossa sorge spontanea.

Ai fini pratici non è stata spostata una virgola rispetto alla prospettiva della realizzazione dell’impianto.

Al di là dei chiarimenti tecnici, seppur importanti, la ‘partita’ in aula di fatto si è esaurita nel confronto tra Biometano Tuscia e il comitato del No degli imprenditori che operano nell’area.

Anche perché la discussione tardiva, anzi fuori tempo massimo, è arrivata a ridosso della terza, e ultima, conferenza dei servizi che si tiene domani 23 settembre.

Da febbraio, quando l’iter è iniziato, Comune e Provincia non hanno né presenziato né prodotto atti che avrebbero quanto meno potuto mettere in discussione la realizzazione dell’impianto industriale, da 36mila tonnellate, per la produzione di biogas da rifiuti organici e fertilizzanti.

Nel confronto, di fatto tra privati, l’amministratore delegato di Biometano Tuscia Fausto Pantano, oltre a rimarcare il parere positivo espresso dal settore Urbanistica della Regione, ha sottolineato che “l’impianto è un valore per il territorio e non un problema” e che quella dell’Acquarossa “è una zona industriale perfetta per questi insediamenti, eccellente per l’economia circolare”.

Aggiungendo che per la Biometano è quindi “legittimo presentare questa richiesta e se tutti i pareri saranno positivi abbiamo tutti i diritti di realizzare l’impianto”.

Ha quindi auspicato che l’organico arrivi dal territorio ma come poi sottolineato però dall’ingegnere dell’azienda Federico Belfi “nessuna legge impone di conferire frazioni organiche nell’impianto più vicino”.

Di tutt’altro parere il presidente del comitato del No Giovanni Iannacco.

Oltre a porre l’accento sulla presenza nell’area dei mercati generali, del mattatoio, di una scuola di padel per ragazzi e di 300 imprenditori che operano in zona evidenzia che “tra Tarquinia e Tuscania vengono già trattati rifiuti per 120mila tonnellate e con un altro impianto in fase di realizzazione a Monterazzano, il fabbisogno di Viterbo è già coperto. A meno che non si prendano rifiuti da altre province o regioni, facendo di Viterbo la pattumiera del centro Italia”.

Non solo. Ha ricordato come tale progetto fosse inizialmente previsto a Grotte Santo Stefano “poi ritirato e ora previsto all’Acquarossa”.

Sottolineato poi l’impatto sulla viabilità della Teverina. Strada già fortemente trafficata e con un tasso rilevante di incidenti. E caso ha voluto che il comandante della Polizia locale Mauro Vinciotti, sollecitato in merito, fosse intervenuto in ritardo al dibattito a causa di due incidenti avvenuti a distanza di pochi metri e di poco tempo proprio sull’arteria in questione.

A tale proposito Belfi della Biometano precisa che “i mezzi che transiteranno non saranno più di dieci al giorno su otto ore di conferimento, verso un’area industriale che è sviluppata al 50%”.

Insomma la ‘partita’ dell’assise straordinaria non è stata dirimente e l’apporto politico – fatta eccezione per l’intervento puntuale e documentato della consigliera Luisa Ciambella e la sollecitazione di Chiara Frontini per una valutazione sull’impatto viario – pressoché nullo.

Oramai tutto sarà deciso domani in altra sede.

 

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