Tarquinia e Monte Romano tra le amministrazioni contrarie al mega impianto

Biodigestore di Civitavecchia, no unanime da sei Comuni e la città torna in piazza

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Nei giorni scorsi il Palazzo comunale di Tarquinia è stata sede di un vertice a sei tra le amministrazioni della Tuscia e della provincia romana contrari alla realizzazione del biodigestore di Civitavecchia.

Un summit che ha visto la presenza dei sindaci Alessandro Giulivi di Tarquinia (padrone di casa), Ernesto Tedesco di Civitavecchia, Maurizio Testa di Monte Romano), Pietro Tidei di Santa Marinella, Antonio Pasquini di Allumiere e del consigliere Flavio Monreale, in rappresentanza del sindaco di Tolfa Stefania Bentivoglio.

Un’iniziativa analoga a quella con cui i comuni di Tarquinia e Civitavecchia, in seduta congiunta, avevano bloccato la strada al progetto di realizzazione di un termovalorizzatore che doveva sorgere a cavallo dei due territori.

Ora si ricorre di nuovo a un’azione congiunta tra amministrazioni per contrastare il biodigestore, che ha ricevuto parere positivo dalla Regione mentre si sono espresse in maniera negativa sia l’Autorità Sanitaria sia la Soprintendenza. Il messaggio è unanime: no al mega impianto da 120mila tonnellate.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli organizzatori della seconda manifestazione di protesta che invitano i cittadini di Civitavecchia e dei territori limitrofi a scendere in piazza sabato 26 febbraio.

Appuntamento alle 9,30 presso il parcheggio del tribunale civitavecchiese “per ribadire insieme l’ennesimo no al biodigestore e ad ogni altro progetto inquinante per Civitavecchia”.

 

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