L'intervento del sottosegretario alle politiche agricole Francesco Battistoni su Canale 5

“Biologico Made in Italy, un’opportunità per il consumatore e per la tutela dei terreni”

152

Agricoltura biologica e prodotti Made in Italy, quali prospettive per il futuro? Sull’argomento è intervenuto questa mattina Francesco Battistoni, sottosegretario alle politiche agricole, in diretta su Canale 5 al programma “Mattino Cinque”.

Parlando dei controlli che vengono effettuati sui prodotti per accertare che siano davvero provenienti da agricoltura biologica, Battistoni ha spiegato che “ci sono moltissimi controlli, sui terreni, da parte degli enti certificatori, dalle regioni e dall’Unione Europea, quindi credo che il consumatore sia molto garantito. Abbiamo anche noi, come Ministero, l’Ispettorato centrale che si occupa di questi controlli, ma oltre a tutto questo abbiamo in approvazione la legge sul biologico, che nel maggio scorso ha superato l’esame del Senato, con 195 voti a favore”.

“Credo che con il passaggio alla Camera avremo anche qui la creazione di un marchio biologico nazionale, – ha aggiunto Battistoni – attueremo anche distretti del biologico riconosciuti in legge e ovviamente avremo anche la delega al Governo per l’armonizzazione e la razionalizzazione di tutte le leggi che ci sono sui controlli”.

Che si possa arrivare così a una specie di “giungla dei controlli”? Il sottosegretario ha spiegato che l’obiettivo è quello di “snellire le procedure per evitare di far perdere molto tempo in burocrazia ai nostri agricoltori, che hanno già molto da fare”.

Sul futuro del marchio “made in Italy” Battistoni ha commentato che l’agricoltura verso il biologico è “un’opportunità”. “Non dobbiamo mettere in concorrenza l’agricoltura convenzionale con quella biologica, – ha chiarito – è una fetta di mercato, sui 46 miliardi circa di valore dell’agricoltura convenzionale 7 sono del biologico. Abbiamo 2 milioni di ettari coltivati, vantiamo anche un primato europeo perché siamo la nazione che negli ultimi 10 anni ha aumentato di più la superficie coltivata a biologico, siamo passati dall’8 al 16%, quindi è un’opportunità, non solo per il consumatore, ma anche per la tutela dei terreni. Questo perché se spingiamo i terreni e mettiamo sostanze esterne per produrre di più, questi finiscono per impoverirsi, mentre con l’agricoltura biologica ciò non avviene”, ha concluso.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui