Blitz della Guardia di Finanza: sequestrati 10mila capi contraffatti e scoperto… il laboratorio del “falso”

L’attività investigativa delle Fiamme gialle della Tuscia non si chiude qui

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La Guardia di Finanza di Viterbo  – nei giorni scorsi – ha concluso una articolata operazione, dopo diverse indagini, che ha portato  al sequestro di complessivi 10.141 capi ed articoli contraffatti, riconducibili a numerose e note case di moda (tra le altre Moncler, Ralph Lauren, Armani Jeans, Stone Island, Colmar, Burberry, Adidas, Nike, Fred Perry) nel corso di due diversi interventi. La merce è riconducibile a due individui noti nel settore della contraffazione già da tempo.

L’attività di contraffazione riasale nel sistema centrale di un ampio dispositivo di contrasto dei traffici illeciti – operativo anche nell’attuale contesto emergenziale – con le attività orientate alla tutela ed al supporto del sistema imprenditoriale più virtuoso presente sul mercato.

Durante i due interventi  i due uomini avevano l’intenzione di trasportare grossi sacchi contenenti capi ed accessori di abbigliamento contraffatti. Le operazioni di polizia giudiziaria – attesa la flagranza di reato di detenzione per la vendita di prodotti recanti marchi contraffatti –  hanno scaturito perquisizioni domiciliari a seguito dove sono stati rinvenuti ulteriori capi di abbigliamento nonché etichette in vari materiali, bottoni contraffatti e materiale da cucito (macchina da cucire, aghi, rocchetti di filo e forbici) utilizzato per la creazione e contraffazione dei suddetti capi, andando a scoprire – in seguito –  dell’esistenza di un vero e proprio “laboratorio del falso”.

Tutta la merce rinvenuta, priva di etichette, talloncini, marchi olografici e di ogni altro dato indicante le autorizzazioni allo sfruttamento commerciale dei diritti di tutela usati dalle case produttrici è stata sequestrata per il reato di uso di marchi contraffatti di cui all’art. 473 c.p. – “detenzione ai fini della vendita di merce con marchi di fabbrica presumibilmente contraffatti ed atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza e qualità della stessa” –  previsto dall’art. 474 c.p., nonché per il reato di ricettazione, in quanto merce provento del reato di contraffazione, previsto dall’art. 648 c.p. I responsabili dei reati evidenziati sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo.

L’attività investigativa delle Fiamme gialle della Tuscia non si chiude qui. La finalità delle due operazioni  è stata anche e soprattutto quella di ricostruire la “filiera del falso”, fino ai canali di produzione e approvvigionamento delle merci, attraverso l’individuazione dei produttori e degli importatori illegali operanti in svariate regioni italiane.

L’operazione si inquadra nell’ambito della costante attività della Guardia di Finanza di Viterbo a tutela dell’economia sana e al contrasto all’abusivismo commerciale, oltre che della salute e dei diritti dei consumatori, e conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non blocca il flusso costante della contraffazione, che ora più che mai avviene approfittando dell’attuale momento di crescita dell’e-commerce e del rallentamento del sistema di vendita tradizionale.

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