Bollette pazze, arsenico e malagestione: Talete finisce su Rete4

Fuori dal Coro, il programma condotto da Mario Giordano, ha mandato in onda un servizio in cui vengono evidenziate tutte le falle del sistema idrico viterbese. Tra gli intervistati anche la consigliera Luisa Ciambella

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Il servizio idrico viterbese fa acqua da tutte le parti. Nel vero senso della parola. Ad accorgersene, per fortuna, ora non sono più solo i cittadini ma anche i media nazionali.

Residente di Fabrica di Roma intervistata dal giornalista di Fuori dal Coro

Talete SpA, la società che ha in gestione le acque della Tuscia, è finita nuovamente al centro di un’inchiesta giornalistica. Qualche settimana fa era uscita quella del giornale online Tpi, intitolata “Acqua Amara”. Ieri sera, invece, è stato “Fuori dal Coro”, il programma politicamente scorretto di Rete4 condotto da Mario Giordano, a mandare in onda un approfondimento mirato ad evidenziare tutte le falle del servizio idrico della nostra provincia.

Malagestione della società, presenza di arsenico oltre i limiti consentiti, continui disservizi e bollette pazze. Questi alcuni degli aspetti trattati dal servizio di Fuori dal Coro. Dettagli, quelli analizzati dalla trasmissione, conosciuti a moltissimi cittadini viterbesi.

Puoi vedere il video integrale dell’inchiesta cliccando QUI

Ad occuparsi dell’inchiesta è stato il giornalista  Alessandro Filippelli, che ha intervistato una residente di Fabrica di Roma e la consigliera comunale Luisa Ciambella, da sempre in prima linea nella “battaglia” contro Talete.

Luisa Ciambella intervistata da Fuori dal Coro

La consigliera dem, ai microfoni di Rete4, definisce Talete “un fortino gestito dalla politica” e ribadisce di aver “chiesto più volte quale fosse il reale stato della società”. In poche parole, se la SpA fosse viva o morta. Ciambella, in questo senso, non ha mai ricevuto una risposta chiara. Viene poi mostrata la relazione della Corte dei Conti in cui si parla di “condotte gravemente colpose riconducibili ad una cattiva gestione” e dell’ormai celebre danno erariale da 6,5 milioni di euro.

Il danno erariale ammonta a 6,5 milioni di euro

Nel servizio viene poi fatto presente che Talete, all’anno, spende anche 9 milioni di euro negli impianti di depurazione che, in teoria, dovrebbero servire a “bonificare” le acque dall’arsenico. Beh, considerando che moltissimi comuni superano di molto i 10 microgrammi al litro, viene da chiedersi quale sia l’utilità di questi impianti

Talete, all’anno, spende 9 milioni di euro per gli impianti di depurazione

Non possono sfuggire neanche le bollette pazze, ne vengono mostrate due: una da 798 euro ed una da 7mila e rotti.

Bolletta pazza

Il giornalista ha infine provato a contattare Alessandro Fraschetti, dirigente di Talete, il quale ha cercato di sfuggire alle domande affermando di “non poter rispondere”.

Gli aumenti delle tariffe idriche, votati pochi giorni fa dall’assemblea Ato, saranno salatissimi: sfioreranno il 45%

Insomma, la situazione paradossale della Tuscia, in cui esistono le acque più inquinate del Paese ma, al contempo, anche le tariffe idriche più care d’Italia, ora diventa un caso nazionale. Mario Giordano, il conduttore di Fuori dal Coro, si chiede chi sia a garantire per le persone che bevono acqua avvelenata. La risposta alla sua domanda, purtroppo, sembra essere ancora lontana.

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