Bollettino di guerra dal Bacino del Bullicame, tutto chiuso desolato e triste

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Cari lettori, oggi in regola con i suggerimenti dati dai nostri governanti, ho fatto una passeggiata, all’aria aperta visitando i nostri siti termali. Come un vecchio reporter di guerra, ero armato di penna e blocco notes, e avevo l’elmetto ben ficcato in testa.

La “callara” del Bullicame

Prima di tutto mi sono recato al luogo simbolo del nostro termalismo: la “callara” del Bullicame. Essendo questo periodo vicino alla Primavera, quello che notoriamente vede il Bacino generale, sempre ai livelli massimi, l’invaso della “callara”, appare pieno e in salute, addirittura c’è un filo di acqua che, sfidando i detriti vari che si sono accumulati, raggiunge le vasche poco distanti. Per la cronaca la vasca circolare è semifredda, mentre quella più grande è gelata. Del  rospo smeraldino invece: non pervenuto.

Nessun bagnante (candidato a polmonite sicura) era per fortuna presente. Il Parco del Bullicame è comunque sorvegliato da un addetto del Comune. Dopo ci siamo recati alle Terme dei Papi. La piscina bella e piena, senza neanche un bagnante, ha un aspetto inusitato e spettrale.

Una inquadratura della meravigliosa piscina monumentale desolatamente senza bagnanti.

La conosco da quando ero un bambino, ma non l’ho mai vista, così drammaticamente triste.

Il parcheggio delle Terme dei Papi vuoto.

Nel parcheggio asfaltato, ci sono solo le autovetture dei dipendenti. Nel parcheggio sterrato (quasi sempre pieno), neanche un gatto. Percorrendo la Strada Terme sono giunto alla sorgente Carletti. Qui una decine di persone, godevano delle vasche, ma non c’era nessun tipo di affollamento. Per esperienza so bene che chi frequenta le Terme dei Papi, non si adatta alle Terme Carletti.

Le vasche sud delle Terme Carletti

Intanto un amico mi telefona dal Bagnaccio e mi dice che hanno chiuso anche li. Per ora fino a giovedì prossimo. E poi chissà. Per le Terme Salus e per le Thermae Oasi, riteniamo che anche loro abbiano chiuso.

Questo è il primo bollettino di guerra dal Bullicame. Domani, se ci saranno novità, manderemo in stampa un altro bollettino. Depongo l’elmetto all’interno della vettura e mi avvio verso casa. Non sono dell’umore migliore. Il cielo è plumbeo e il S. Valentino è ancora da chiudere, e mi viene da pensare: “Chissà se sarà mai chiuso?”.

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