Bollicine – Come in guerra, con tanti cecchini. La patente dell’albero e le vergogne di Strada Signorino

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Coronavirus

Come in guerra con tanti cecchini

Questa è la prima cosa, che mi viene da scrivere nella mia rubrica settimanale. Cari amici lettori, se pensavate alle guerre, con il vecchio concetto dei carri armati, i cannoni, gli aerei da combattimento, i missili di vario tipo e le bombe atomiche, mi dispiace per voi, ma siete fuori strada. Oggi le guerre sono di altra natura, sono batteriologiche, chimiche, informatiche, climatiche, e altri tipi ancora più sottilmente aggressive.

Oggi, con il corona virus, ci dobbiamo considerare in guerra. Quando usciamo di casa, dobbiamo essere consapevoli, che ci sono milioni di batteri cecchini, che vogliono contagiarci. Sono cecchini che non falliscono un colpo. Ci possiamo salvare solo con l’elmetto della prevenzione, e del comportamento informato e attento. Quindi raccomando di camminare sempre in trincea, con indosso l’elmetto appena richiamato.

La Patente dell’albero

In questi giorni sugli tutti gli alberi di Viterbo, sono comparse delle piccole etichette, con un numero e un codice, uno strano quadratino fatto di puntini neri. Si chiama “Qr -Code”, ed è l’erede intelligente del codice a barre. Chi li inquadra e li decodifica col cellulare, può leggere i dati  dell’albero come, età, altezza, stato di salute e altre notizie di natura tecnica.

Il lavoro lo sta facendo l’Università della Tuscia che ha ricevuto un incarico dal Comune di Viterbo. Quando sarà finito l’inventario, il Comune potrà disporre di un accurato inventario di tutti gli alberi, e con questo strumento, potrà accedere anche ai fondi europei per la sostituzione delle piante mancanti, o da sostituire.

Strada Signorino, una vergogna

E’ ufficialmente chiusa, ma ci passano tutti. E’ ufficialmente a posto, ma non sai dove mettere i piedi. E’ ufficialmente pulita, anche se c’è uno scarico di liquami a cielo aperto, e un odore peggio dell’Urcionio.

Fontana di Piazza della Rocca

Da qualche giorno è tornata l’acqua e adesso le bocchette mandano un filo di liquido, (per capirci pisciano). Su una epigrafe è ricordato quando ai tempi belli, era alimentata dall’acqua della sorgente Respoglio.

Era gratuita e non imbiancava il monumento. Adesso perde pure in più punti. Chi ama le fontane di Viterbo, come il sottoscritto, non accetta questa stato di cose.

 

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