Bollicine: la notte di San Silvestro di una volta a confronto con quella odierna

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sagginiIl 31 dicembre a mezzanotte dalle finestre piovevano piatti, bicchieri, padelle e pentole.  

Più di cinquant’anni fa, la sera di San Silvestro, si festeggiava gettando dalla finestra tutte le cose vecchie della casa. Prima venivano i piatti e le altre stoviglie sbeccate, poi a seguire anche scarpe, padelle e pentole. Insomma quella sera era indicata per liberarsi delle cose vecchie. Qualcuno o qualcuna in vena di scherzare, prometteva anche di gettare dalla finestra la moglie, o il marito. Ricordo che dopo il cenone si giocava a tombola, e la nonna quando mancavano dieci minuti a mezzanotte, incoraggiava gli ospiti ad affrettarsi a tornare a casa (a piedi), per evitare di essere colpiti da qualche oggetto, che veniva lanciato dalle finestre.

Sparavano solo i cacciatori e cani e gatti erano al sicuro

Non c’erano i botti e gli unici spari erano di pochi cacciatori che, dalla finestra, sparavano verso il cielo. Ogni tanto si avvertiva pure qualche colpo di pistola. Poi dalle campagne, talvolta arrivava fino in città, un grosso botto di polvere da sparo, tratta da qualche residuato bellico, e fatta esplodere da qualche esperto. Cani, gatti e uccelli vivevano quasi in pace. Gli spazzini la mattina del primo gennaio avevano il loro daffare per liberare le strade e le piazze da tanti rifiuti.

Adesso botti a non finire e 500 morti tra cani e gatti

Oggi, per nostra fortuna, questa usanza è tramontata, sostituita da quella meno nobile di sparare a tutti i costi, grossi botti. Questa nuova abitudine, sembra resistere anche alle ordinanze sindacali, che vengono sempre disattese. Si spara, si accendono botti sempre più potenti, che arrecano anche danni alle persone e agli animali, specialmente cani e gatti. Le notizie dei giornali nazionali, affermano che ben 500 tra cani e gatti, non hanno retto allo spavento e sono morti per la paura e lo stress.

Aperta la caccia per pochi minuti a storni e casseforti. Dopo il botto il bottino.

Per gli storni trovati morti a terra, immagino che da qualche doppietta, siano partiti colpi diretti alle fronde degli alberi, dove erano appollaiati. Un modo come un altro, per vendicare la propria autovettura ricoperta di guano, o il marciapiede sporco di liquame e quindi impraticabile. Per i soliti ignoti invece, la festa è stato il momento buono, per assaltare una cassaforte, con un grosso botto che si è confuso con quelli festaioli. E dopo il botto si sono impossessati del bottino.

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