Bolsena, Palazzo del Drago apre al turismo d’eccellenza

Ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto di uso turistico della dimora storica di Palazzo del Drago a Bolsena

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Un’altra gemma si aggiunge alla corona delle meraviglie della Tuscia. Stiamo parlando di Bolsena, e in particolare di Palazzo del Drago, la prestigiosa dimora storica cinquecentesca bolsenese che apre le sue porte a una fruizione turistico-culturale di qualità.

Palazzo del DragoNon un semplice luogo bello in cui organizzare meeting aziendali di alto livello, o eventi privati esclusivi. E neppure una romantica cornice per dichiararsi reciproco amore o  celebrare matrimoni. Ma l’opportunità di vivere un’esperienza unica, in una dimora che ha attraversato più di cinque secoli di storia, affacciata sul borgo vecchio di Bolsena e sul suo splendido lago.

È questo il messaggio che parte forte e chiaro dalla conferenza stampa di ieri pomeriggio a Bolsena, in cui è stato illustrato il progetto di apertura al pubblico del Palazzo, adibito finora esclusivamente a residenza privata dei Principi del Drago.

La casata dei del Drago possiede il palazzo di Bolsena dal 1894, ma la loro storia affonda le sue radici molto lontano nel tempo.

“La prima attestazione da cui si presume derivi il nostro nome risale al 900. Mi raccomando –  mi dice scherzando don Ferdinando del Drago, il giovane principe al quale ho posto la domanda – non capisca male… 900 vuol dire X secolo, quando viene attestato il nome Dragone, di ascendenza ostrogota. I discendenti  vengono chiamati con il patronimico del Dragone, poi cambiato in del Drago. Il titolo di Principi ci giunge intorno alla metà del ‘700.”

Il palazzo di Bolsena fu edificato tra il 1530 e il 1550 per volontà del cardinale Tiberio Crispo, e fu spesso frequentato da papa Paolo III Alessandro Farnese, il papa del Concilio di Trento, noto da cardinale per aver iniziato la costruzione di palazzo Farnese a Caprarola. A lui è intitolata l’elegante “loggia paolina”, da cui si gode di una strepitosa vista sul lago. Alessandro Farnese, il futuro Paolo III, fu anche l’amante di Silvia Ruffini – la madre di Tiberio Crispo – dalla quale ebbe quattro figli, una femmina e tre maschi.

Questa è la complicata storia cinquecentesca di papi e cardinali, che tra potere e amore, arte e bellezza, si è intrecciata con il palazzo di Bolsena. In seguito il palazzo è appartenuto per 224 anni alla famiglia Spada ed è poi giunto, fino ai nostri giorni, ai principi del Drago.

“È una vera emozione – ha detto il sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli nel suo intervento – salutare questo nuovo progetto che apre al turismo di qualità la storia e la cultura di un pezzo importante  del nostro territorio. Far vivere ad altri questo palazzo è un successo per tutta la città.”

Il Sindaco ha ribadito l’impegno intransigente del Comune per la tutela e la difesa del lago. No quindi alla geotermia a Castel Giorgio, no a qualsiasi altro stravolgimento ambientale. Anche Stefania Marchetti, location manager di Palazzo del Drago, ha sottolineato la sinergia che lega il Palazzo e il suo territorio.

Sono poi intervenuti il professor Luciano Dottarelli, presidente del Club per l’UNESCO Viterbo e Tuscia, il professor Stephan Steingräber, docente di Etruscologia a Roma 3 e curatore del libro “Fascinazione etrusca” – edito da Annulli – e Bianca Trusiani, presidente del Buy Wedding in Italy e membro del Comitato Scientifico presso l’Osservatorio italiano Destination Wedding Tourism.

Al termine una degustazione di prodotti tipici della Tuscia e di preparazioni dolciarie, offerti da Villa Caviciana di Grotte di Castro e da Officina 5 Sensi di Guidonia.

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