Bombarolo di Santa Rosa, attesa per oggi la sentenza al giovane

Stamattina è prevista la sentenza per Denis Illarionov, il 25enne di origine baltica

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Denis Illarionov stamattina sarà in corte d’assise dove potrebbe arrivare la sentenza per i fatti di Santa Rosa 2015. Il 25enne italolettone, in carcere per strage e attentato alla pubblica sicurezza, è accusato di aver lanciato un razzo contro la macchina di Santa Rosa. Pochi mesi fa lo psichiatra di Terni Alessandro Giuliani, nominato dal tribunale nell’udienza del 22 febbraio scorso, lo ha visitato e lo ha dichiarato capace di intendere e di volere.
Infatti, la difesa del bombarolo – com’è chiamato Illarionov nell’ambiente giudiziario – ha chiesto una perizia sulle sue condizioni mentali. Secondo lo psichiatra umbro, il ragazzo quando lanciò il razzo contro la macchina di Santa Rosa voleva farsi notare; voleva che qualcuno si accorgesse di lui, avendo trascorso una vita in solitudine e al margine.
Quella sera del 3 settembre 2015, durante il tragitto della macchina di Santa Rosa, fu lanciato un fumogeno che, per fortuna o per errore, non si incendiò in aria. Un vigile del fuoco neutralizzò subito l’ordigno. Da lì, l’apertura delle indagini. Le manette per il 25enne scattarono nel marzo di un anno fa per altri reati. Poi, la mattina del 29 luglio 2018 le nuove accuse di attentato alla pubblica sicurezza e strage. Lo fece sapere la procura, che convocò una conferenza stampa al secondo piano del palazzo del tribunale. Il fascicolo che lo riguarda è stato portato avanti dal procuratore capo Paolo Auriemma e dalla pm Chiara Capezzuto. I quali nella conferenza del 30 luglio ricostruirono le fasi dell’indagine sul Illarionov, che però, rimarcarono polizia e magistrati, “non è un terrorista”, o per lo meno non ci sono gli elementi per poterlo considerare tale. Le indagini operative sono state condotte dalla Digos della dirigente Monia Morelli. Digos che, in base a una segnalazione dell’antiterrorismo di Roma, su imbeccata dell’Fbi, a marzo dello scorso anno lo individua, lo pedina e poi perquisisce il suo appartamento di Bagnaia. Qui, i poliziotti ritrovano cinque chili di nitrato di potassio e degli ordigni artigianali, tra cui un candelotto chiuso da cento monetine.

Gli inquirenti trovarono anche dei messaggi sui fatti di Santa Rosa di quattro anni fa. Materiale che evidenzia il lato anticlericale dell’arrestato, “ma non è musulmano”. La Digos trovò anche, analizzando i dati di Facebook e altri social network, delle lodi di terroristi che avevano fatto attentati a New York, “ma non ci risulta alcun contatto diretto”. Sull’appartenenza a una cellula terroristica o meno, il questore uscente Lorenzo Suraci disse senza mezzi termini: “Non è un terrorista”.

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