Bonus bici: tutti ne parlano ma nessuno sa come funziona

Dell'incentivo governativo si parla da oltre un mese, ma ancora non si sa quali saranno le modalità di rimborso

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Tutti ne parlano, da oltre un mese, ma ancora nessuno sa come funziona.

E’ l’ormai noto “bonus mobilità” introdotto nel Decreto Rilancio con il quale il Ministero dell’Ambiente ha stanziato, in totale, 220 milioni di euro.

Secondo le indicazioni, chi, a partire dal 4 maggio 2020, ha comprato una bicicletta nuova o usata, anche a pedalata assistita, o un veicolo per la micromobilità elettrica, nuovo o usato (monopattini, hoverboard, segway), ha diritto a un contributo del 60% della spesa sostenuta fino a un massimo di 500 euro.

Un’ottima opportunità, insomma, per incentivare la mobilità alternativa e la tutela dell’ambiente, solo che, come già per tanti altri mirabolanti provvedimenti governativi, non si sa come funziona.

A quanto sembra, infatti, per richiedere il bonus ci si dovrà collegare all’applicazione web che il Ministero dell’Ambiente sta predisponendo ma della quale non si sa ancora nulla: nè quando entrerà in funzione nè come funzionerà.

Parlando con alcuni rivenditori di articoli sportivi di Viterbo l’unica cosa  che emerge con chiarezza è la confusione, ovviamente non dovuta ai negozianti ma alla fumosità delle norme in materia.

Se, inizialmente, il bonus era previsto solo per i comuni sopra i 50.000 abitanti, la Regione Lazio ha esteso il voucher anche ai cittadini dei comuni al di sotto dei 50mila abitanti.

L’unico requisito richiesto per accedervi è quello di avere un reddito ISEE 2019 inferiore a 25mila euro.

Ma, anche in questo caso, molti dei rivenditori interpellati non conoscevano quest’estensione della norma.

Ad oggi l’unico accorgimento che sanno consigliare i negozianti è: “conservate la fattura….poi più avanti si vedrà!”

 

 

 

 

 

 

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