Bonus Vacanze: si può usare anche per sdraio e ombrelloni

L'Agenzia delle Entrate, con la circolare 18 del 3 luglio, fornisce ulteriori indicazioni sull'utilizzo del bonus

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Si chiama «Io» ed è la prima versione dell’app dei servizi pubblici che gestisce la procedura per ottenere il bonus vacanze, l’incentivo previsto dal Governo per aiutare il settore turistico nella ripartenza.

A giudicare dai numeri, molto è l’interesse verso il provvedimento, che viaggia però di pari passo con lo scetticismo.

Se, come riporta il ministro dell’innovazione digitale Paola Pisano in un tweet, il bonus è già stato erogato 306.523 volte (per un controvalore  di oltre 140 milioni di euro) e speso da 5.432 famiglie, è altrettanto vero che sono tante le perplessità sull’effettiva utilità in termini di ripresa economica.

Spietato, al riguardo, il giudizio degli addetti ai lavori.

A partire dal Codacons che ha dichiarato: “Non aiuterà il turismo né le famiglie, e non contribuirà a ridurre la spesa degli italiani che decideranno di andare in villeggiatura questa estate.

La procedura per accedere al bonus è un rompicapo che scoraggerà”.

Il turismo è uno dei settori più colpiti dagli effetti della pandemia: già da febbraio ha iniziato a risentire della crisi, a marzo ha subito un vero e proprio tracollo con un -92,3% di presenze per gli stranieri e -85,9% per gli italiani e lo stop definitivo nei due mesi successivi:  -97,8% ad aprile e -94,8% a maggio.

In questa situazione catastrofica, il bonus vacanze di 500 euro per famiglie di quattro persone non rappresenta che una goccia nel mare, che perde ulteriormente di efficacia considerando il fatto che sono molte le strutture che non lo accettano.

Con la circolare n. 18/E del 3 luglio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuove indicazioni sul provvedimento, ampliando anche le modalità di fruizione.

Tra i chiarimenti, l’inclusione dei servizi accessori nel bonus.

Rientrano in quest’ambito, ad esempio, i servizi balneari come ombrelloni e sdraio, se sono però inclusi nella fattura emessa da un unico fornitore, cioè dalla struttura scelta per trascorrere le vacanze.

Il comma 1 dell’art. 176 del Decreto Rilancio individua le strutture che possono accettare il bonus:

  • imprese turistico ricettive;
  • agriturismo;
  • bed &breakfast

A titolo indicativo si tratta di quei soggetti riconducibili alla sezione 55 di cui ai codici ATECO, ad esempio:

  • 55.1 ALBERGHI E STRUTTURE SIMILI
    – alberghi, resort, motel, aparthotel (hotel&residence), pensioni, hotel attrezzati per ospitare conferenze (inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande):
  • 55.20 ALLOGGI PER VACANZE E ALTRE STRUTTURE PER BREVI SOGGIORNI
    – villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna (inclusi quelli con attività mista),
    – colonie marine e montane,
    – affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, alloggi connessi alle aziende agricole, chalet, villette e appartamenti o bungalow per vacanze e cottage senza servizi di pulizia.

Nell’elenco sono inclusi anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale.

La circolare 18 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, altresì, che se il bonus non si usa non si può avere il rimborso, ma se l’albergo non lo accetta spetta comunque il credito d’imposta del 20 per cento del totale a fronte della fattura intestata a chi ha richiesto di utilizzare il bonus.

Il bonus è usufruibile fino al 31 dicembre 2020 ed è spendibile una sola volta nel periodo indicato. Per richiederlo è necessario avere una dichiarazione Isee inferiore a 40 mila euro.

 

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