Botte ai bambini dell’asilo di Nepi, le bidelle “difendono” l’imputata: “Mai vista alzare le mani o dire parolacce”

L’avvocato difensore della maestra: “Accuse inconsistenti”

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Maltrattamenti dei bambini all’asilo di Nepi: altra udienza contro la maestra cosentina che nell’ottobre 2016 fu denunciata dai genitori degli alunni di un istituto dell’infanzia. In aula, davanti al giudice Gaetano Mautone, sono sfilati altri testimoni. L’ultima madre convocata dal pubblico ministero, e quattro testi della difesa di Silvia Palma, il cui avvocato di fiducia è Michele Rizzo, del foro di Cosenza: “Accuse inconsistenti contro la mia assistita”.

“I nostri figli erano aggressivi, e avevano un comportamento anomalo”, hanno detto i genitori nelle udienze precedenti. E lo ha ribadito la madre di un bambino, che ha raccontato come ai bambini venissero “tirate le orecchie”. Inoltre “alcuni di loro salivano sugli armadi”. Si arrivò perfino “a farsi la pipì sotto di giorno, e lamentava forti mal di testa all’uscita da scuola”.

Per una bidella, ascoltata dal giudice, “le porte delle classi erano sempre aperte ma non la vidi mai alzare un dito sui bambini”. Un’insegnante che faceva la compresenza con l’accusata ha spiegato di non ricordate che la Palma fosse severa: “E non l’ho mai sentita dire parolacce”.

Padri e madri hanno accusato la donna di schiaffi, di sculacciate, di pennarelli tirati in faccia ai bambini, di parolacce e altro. Alcuni bambini avrebbero presentato perfino delle ferite provocate da forbici, è stato detto dai testimoni durante il procedimento. Nell’udienza di marzo, c’è stata la testimonianza di un brigadiere della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana che si occupò del caso. I primi giorni di dicembre 2016 i genitori dei bambini fecero l’esposto in caserma. Anche la preside fu convocata dai carabinieri. Allora, i militari dell’arma ascoltarono otto genitori e poi presentarono la richiesta di intercettazione nei confronti della maestra Silvia Palma. Le intercettazioni durarono circa nove giorni.
Nell’udienza di marzo è stata sentita anche l’ex dirigente scolastica, ormai in pensione: “I genitori si lamentarono. Mi dissero che la maestra impauriva i loro bambini”. Al termine dell’anno scolastico la dirigente avrebbe dovuto valutare l’operato della maestra, e decidere se rinnovarle l’incarico. Ma non fece in tempo, in quanto a gennaio 2017 ci fu la sospensione dell’insegnante.

A questo proposito il suo avvocato Michele Rizzo, difensore di fiducia, del foro di Cosenza, commenta: “La signora Palma ora è tornata a casa sua, a Cetraro in provincia di Cosenza. Dove non lavora ma continua a percepire lo stipendio”. Infatti, il ministero della Pubblica istruzione ha ritenuto opportuno che la donna rimanga non in servizio. “Le avevano applicato l’interdizione dalla professione, ma poi le è stata revocata su mia richiesta”, ha spiegato il legale a margine dell’udienza.

Per i genitori dei bambini, costituitisi parti civili, era in aula l’avvocato Marco Russo, del foro di Viterbo. Si torna in aula il 14 gennaio 2020, quando dovrebbe essere terminata l’istruttoria.

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