Bullicame in sofferenza da cinque anni e mezzo. Perché non si chiude il S. Valentino?

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Mentre i viterbesi sono distratti dal carnevale, noi un occhio ai problemi che durano da anni, lo gettiamo ogni giorno. E uno dei problemi che ancora ci trasciniamo è la chiusura del San Valentino per ripristinare i livelli della “callara” del Bulicame, ancora sofferente. Infatti, continua a ricevere acqua dal San Valentino, tramite un tubo che ho battezzato “flebo di accanimento terapeutico”.

La pozza che non consente la balneazione perché l’acqua è tiepida.

Come i nostri lettori ricorderanno, il 25 novembre del 2014 la Soc. Gestervit che gestisce le Terme Salus, operò improvvidamente sulla sorgente termale naturale del San Valentino, e la trasformò in un pozzo artesiano. Immediatamente le acqua che prima affluivano alla “callara” del Bullicame, presero la strada del pozzo artesiano, e abbandonarono la “callara”, che si asciugò improvvisamente. Da quel lontano giorno ancora oggi siamo nelle stesse condizioni. Nel frattempo, nel mese di giugno del 2016, il Tar ha anche emesso una sentenza, nella quale ordinava alla Soc. Gestervit di ripristinare il tutto. La Regione Lazio dal canto suo in una determina del 2017, ordinava la chiusura del pozzo San Valentino, e la perforazione del nuovo pozzo S. Albino. Il Comune ha anche indetto la gara per l’assegnazione dell’acqua del S. Albino, che è stata vinta dalla Gestervit.

La “callara” riceve 5 litri al secondo che vanno alle Terme dei Papi

Malgrado questi passi, la situazione è ancora in stallo, e non riusciamo a capire il motivo. Per fare tornare il Bullicame allo stato di prima del 25 novembre 2014, c’è da chiudere il pozzo San Valentino. Ma prima ancora di questa chiusura, è necessario perforare il S. Albino, in modo che lo stabilimento non rimanga senza acqua. Il S. Albino lo dovrebbe perforare la Soc. Gestervit, ma sembra che anche se le carte sono tutte a posto, i lavori non partono. Non riusciamo a capire, dove sia l’ostacolo da superare. Intanto siccome siamo nel periodo che precede la primavera, il Bacino del Bullicame, ha raggiunto il livello piezometrico più alto, e c’è acqua in abbondanza in tutte le emergenze termali.

La canaletta che porta poca acqua alla vasca.

Stamattina la “callara” era piena fino al’orlo e addirittura alimentava, con poca acqua, la canaletta che va alle pozze. Il Direttore di miniera mi ha detto, che al momento la “callara” riceve cinque litri al secondo, che poi vanno alle Terme dei Papi. Attendiamo di conoscere gli sviluppi di questa situazione che, a nostro parere, procedono al rallentatore.

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