Bullicame-Riello-San Sisto, previste deroghe per chi possiede un’attività

La terza commissione si è riunita e vuole chiarezza sulle deroghe previste per chi possiede un'attività nell'area interessata dal vincolo.

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VITERBO – La proposta di ampliare il vincolo preesistente e rendere l’area che comprende Bullicame, Riello e Masse di San Sisto “di notevole interesse pubblico” continua a scatenare pareri discordanti. Già in occasione dell’incontro voluto la scorsa settimana dal prefetto Giovanni Bruno, la direttrice della sovrintendenza Archeologica delle Belle Arti Margherita Eichberg aveva sottolineato che “ci sono serie ragioni per tutelare il territorio”, per poi soccombere di fronte alle acute puntualizzazioni delle associazioni di categoria presenti in sala, le quali, di fronte alla delineazione di un provvedimento che, di fatto, imporrà forti limiti allo sviluppo economico dell’area, hanno scosso il capo. Il divario tra le dichiarate intenzioni del vincolo – prettamente legato al concetto di valorizzazione dell’area – e gli effetti – perlopiù negativi – che esso porterà sul piano dell’economia viterbese, appare ad oggi tutt’altro che superato.

Quando questa mattina si è riunita la terza commissione, tutti i presenti hanno invocato maggior chiarezza e trasparenza in merito alla proposta avanzata dalla Eichberg – che ricordiamo – si è resa portavoce di una decisione piovuta dal Ministero. Come ha esplicitato il presidente Fabrizio Purchiaroni “il tempo stringe” ed entro il prossimo 28 maggio le valutazioni sul vincolo dovranno essere presentate. Alvaro Ricci (PD) sembra essersi già portato avanti nelle riflessioni: per lui “gli effetti del vincolo sul territorio saranno deleteri – e aggiunge – non si può lasciare tutto in mano al libero arbitrio della sovrintendenza. Facciamo in modo di rendere il territorio appetibile e usufruibile da parte dei costruttori, dato che l’area su cui si impone il vincolo rappresenta uno dei segmenti fondamentali per lo sviluppo della città”.

Secondo Giacomo Barelli (capogruppo di Viva Viterbo) il vincolo va collocato in un panorama più ampio: “So che mi accuserete di dire una castroneria – ha affermato stamattina – ma non credo che la visita del Presidente Mattarella nella nostra città e il suo discorso sulla tutela del territorio vadano in una direzione diversa rispetto al provvedimento su cui stiamo discutendo. Forse si tratta soltanto di una coincidenza, o forse Viterbo è destinata a cambiare volto per sempre, ma almeno diciamolo ai cittadini!”.  Il dirigente Dello Vicario, relatore sugli aspetti prettamente tecnici del vincolo, ha chiarito che la sovrintendenza prevede deroghe particolari per chi sia proprietario di un’attività all’interno dei 1600 ettari compresi nel vincolo. E a questo punto Purchiaroni però, come gli altri, ha invocato chiarezza: “Bisogna spiegare “a monte” ai diretti interessati quali siano i presupposti necessari per richiedere la deroga e – quanto prima – organizzare un consiglio aperto a cittadini e imprenditori per fare luce sul tema”. Per ora ci auguriamo che gli impegni vengano rispettati e che – magari anche prima del 28 maggio – si riesca a trovare un punto d’incontro con le società che il vincolo potrebbe intaccare in maniera indelebile.

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