Dopo un intero anno, il palazzo è ancora nelle stesse condizioni del giorno del crollo, o quasi

Buon compleanno al palazzo crollato di via Cardinal La Fontaine! 365 giorni di sofferenza per i residenti

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Il palazzo crollato di via Cardinal La Fontaine festeggia oggi un anno dal suo crollo, era infatti il 18 dicembre 2018 quando la mattina avvenne il cedimento strutturale dell’edificio.

Via del Gonfalone, tuttavia, già nell’agosto del 2018 era stata  bloccata e puntellata, dopo le prime avvisaglie del grave problema che di lì a poco sarebbe “esploso”.

Da quel giorno, i cittadini di quella zona ne hanno passate di tutti i colori. Inizialmente, il traffico bloccato e dirottato per questioni di emergenza, cosa che i commercianti dell’area dovettero sopportare nonostante la pesante penalizzazione economica. “Riprendersi”, hanno dichiarato alcuni esercenti, “non è stato facile, soprattutto per via delle abitudini: non è stato semplice e abbiamo registrato perdite consistenti”.

Rifiuti e detriti sotto l’impalcatura

Poi, il problema sanitario dato dai ratti, avvistati più volte entrare e uscire da sotto le macerie, oggi diventate una vera pattumiera a cielo aperto e in pieno centro storico, grazie – anche – a molte persone ignoranti.

Successivamente, nonostante le numerose richieste di aiuto, anche l’immobilismo e il problema burocratico, che da ormai un anno continua a rimandare la soluzione al problema.

Causa del Comune con i proprietari del palazzo, rimpallo di responsabilità con la Sovrintendenza, ordinanze emanate e non fatte rispettare. Questi, sostanzialmente, i problemi che il “Comitato civico liberiamo le vie Card. La Fontaine e Gonfalone dalle macerie” continua a lamentare.

Nel frattempo, vari  residenti di quella zona ancora non possono entrare liberamente nelle loro case. Via del Gonfalone, per giunta, resta completamente bloccata dalle impalcature, che sotto queste feste natalizie, offrono uno spettacolo poco lusinghiero ai tanti turisti che giungono a Viterbo per godere dei bellissimi addobbi di Natale.

“Basterebbe poco – dice Giovanni Cento, del Comitato – abbassare i due muri perimetrali per togliere le impalcature e riaprire le strade. Ma…. Tutto è inspiegabilmente fermo e le ordinanze di pericolo del Sindaco non sono state ritirate”.

La bella chiesa del Gonfalone deve ancora soffrire la presenza delle impalcature che cingono il palazzo crollato

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