L'ormai ex sindaco preannuncia battaglia per il prossimo appuntamento elettorale

Cade l’amministrazione a Montefiascone, Paolini: “Un fulmine a ciel sereno ma io non mollo”

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“Per me è stato un fulmine a ciel sereno ma io non mollo” è il commento a caldo dell’oramai ex sindaco Massimo Paolini dopo la fuga in massa dei consiglieri comunali dal parlamentino di Palazzo Renzi Doria Sciuga.

Nove consiglieri – 5 di maggioranza e 4 di minoranza – su 16 hanno ufficializzato ieri le loro dimissioni con una lettera depositata all’ufficio  protocollo.

Combattivo ma anche amareggiato soprattutto perché “non mi sarei mai aspettato che un consigliere come Capocecera avrebbe fatto un gesto del genere. Perché era nota l’insofferenza della Chiatti e di altri consiglieri di maggioranza, per motivi di posizioni, di assessorati. Erano dissidenti ma né Capocecera né il consigliere Femminella hanno mai manifestato nulla che potesse lasciar presagire un gesto del genere. Non ho capito quali sono stati i motivi”.

“Di sicuro chi ha firmato per far venire il commissario non ha fatto il bene di Montefiascone. – stigmatizza – Perché c’erano progetti che avevamo messo in cantiere da concludere entro l’anno, finanziamenti che ora andranno persi perché nessuno presenterà le richieste. Il danno è più quello che viene fatto al paese che al sottoscritto”.

“Io esco a testa alta perché mi sembra di aver fatto le cose per bene. Sono stato in Comune per oltre 4 anni, presente tutte le mattine. Alle otto e un quarto ero già in ufficio h24, senza ferie, senza riposo. Sabato e domenica compresi. Sono stato sempre coerente, ho sempre parlato con tutti, non ho mai fatto aspettare nessuno per parlare con me però evidentemente ci sono persone che, al di là della politica e del bene comune, pensano ad altri interessi” accusa.

Doveroso chiedere se pensa di ripresentarsi all’appuntamento elettorale di primavera 2021, in cui comunque l’amministrazione falisca sarebbe andata al rinnovo.

Nessuna esitazione da parte di Paolini,anzi. “Io non mollerò, non mollerò, non mollerò. Lo deciderò io quando lasciare. Non mollerò anche per dare battaglia e far valere le mie ragioni. Per anni e anni sono stato il primo degli eletti. Non ci penso nemmeno di abbandonare. Anzi sarò ancora più tenace”.

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