Dopo la sentenza del Tribunale di Roma la sfida sul Christmas Village continua

Radanich (Fantaworld): “Ci hanno voluto ostacolare”. Rovelli (Caffeina): “I ritardi non per colpa nostra”

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Scontro tra Caffeina e Fantaworld, a “spuntarla” -per ora- è la seconda società.

Il Tribunale di Roma ha infatti emesso un’ordinanza con la quale rigetta il ricorso della Fondazione Caffeina Cultura Onlus e Filippo Rossi nei confronti della Fantaworld e la condanna a rimborsare l’altra delle spese legali sostenute negli ultimi mesi, per un totale di settemila euro.

Il presidente della Fantaworld srl Andrea Radanich commenta così la sentenza:

“Il giudice ci ha dato ragione, del resto le accuse di Filippo Rossi erano del tutto infondate, parole ‘da baraccone’!”.

Radanich sottolinea anche come i “malumori” di Caffeina siano iniziati in un momento molto delicato per la Fantaworld. “Quando hanno cominciato a darci contro e accusarci, dicendo che Filippo Rossi aveva tutti i diritti sul Villaggio di Natale, eravamo in procinto di avviare l’organizzazione per le festività natalizie”, spiega Radanich.

“Era il momento più propizio per tentare di denigrare il nostro lavoro – continua – e così Caffeina e Rossi hanno fatto di tutto per creare ‘caos’ mediatico e metterci i bastoni tra le ruote. Il risultato è che abbiamo anche iniziato in ritardo a preparare il Natale viterbese, con tutte le conseguenze. Sempre per colpa loro”.

In risposta, arriva il commento del presidente di Caffeina Carlo Rovelli:

“La Fondazione Caffeina prende atto dell’ordinanza del Tribunale di Roma -che rigetta il ricorso per inibitoria- che rispetta pur non condividendone le motivazioni e per la quale si riserva ogni valutazione di poter interporre reclamo al Collegio.

Pur non ritenendo di dover commentare le grossolane dichiarazioni dell’ amministratore di Fantaworld, ritiene tuttavia fuori luogo e ingeneroso, per tutto ciò che ha fatto in questi anni, attribuire alla Fondazione colpe per i ritardi e le inefficienze che ci sono state, dovute forse invece alla mancanza di esperienza e di know how all’interno della sua azienda, o comunque  e in ogni caso dovute a ritardi nelle procedure di assegnazione messe in atto dal comune di Viterbo”.

 

 

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