Camilli, la soddisfazione e l’amarezza: “Contento per la vittoria, ma è impossibile fare calcio qui!”

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La Viterbese batte il Pisa 3-2 e vola in semifinale di Coppa Italia. E’ stata una notte indimenticabile quella del “Rocchi”, di quelle che rimangono nella memoria collettiva per le emozioni che è riuscita a suscitare. Al 90’ i gialloblù erano sotto 2-1 e sembravano destinati alla sconfitta, nonostante la prestazione non lo meritasse. In campo, però, nessuno aveva intenzione di mollare. Nei cinque minuti di recupero, infatti, i ragazzi di Calabro hanno messo a segno due reti, ribaltando così il punteggio e trasformando una serata sfortunata in una rimonta incredibile, dai contorni epici. Reti che sono state frutto di tutta la rabbia, l’orgoglio e la determinazione della squadra, che non ci stava a perdere. Ogni cosa assume un significato ancor più grande, se si considera che la partita con il Pisa era di quelle più difficili e sentite come rivalità.

Anche il patron gialloblù, Piero Camilli, dichiara la sua soddisfazione sul risultato e, in particolar modo, sottolinea la determinazione della squadra nella rimonta finale: “è stata una buona partita, abbiamo dimostrato di avere carattere e grinta ribaltandola, nonostante l’arbitraggio non sia stato molto felice visto che c’era per noi un rigore colossale.” Camilli, insieme a tutta la società, tiene molto alla Coppa Italia e i risultati raggiunti dalla Viterbese in questi due anni lo testimoniano. L’anno scorso, infatti, l’avventura gialloblù è stata interrotta soltanto in finale dall’Alessandria, in uno scontro falsato dagli errori arbitrali. Quest’anno la squadra è in semifinale, in attesa di scoprire l’esito della doppia sfida con il Trapani.

La vittoria con il Pisa, tuttavia, non risolve tutte le situazioni extra-campo con le quali Camilli ha dovuto confrontarsi negli anni della sua presidenza. Una di queste è lo scarso interesse verso la squadra da parte dei tifosi. A parte i fedelissimi, sono pochi i sostenitori che si recano allo stadio. Ciò comporta minori incassi e, di conseguenza, minori possibilità di investimenti. Come se non bastasse, gli aiuti verso la società non arrivano nemmeno dal Comune, indifferente di fronte al progetto di realizzare il campo sintetico al Pilastro, dove la squadra avrebbe dovuto allenarsi. Tutto ciò porta Camilli a esprimersi molto duramente sul rapporto tra calcio e città: “Viterbo non è una città adatta al calcio, può esserlo per altre cose ma è impossibile fare calcio qui, mancano investimenti e infrastrutture”.

Piero Camilli è un uomo che ha preso una Viterbese a pezzi e l’ha risollevata negli anni. Nonostante questo, continua a lottare sempre da solo per i colori gialloblù e per portare ancora più in alto questa città. Ma dopo tutto ciò, la sua pazienza è terminata. La minaccia di mollare Viterbo e la Viterbese a fine stagione si fa sempre più concreta. Dobbiamo fare di tutto e di più affinché possa cambiare idea. Bisogna riempire lo stadio, dimostriamo che non è solo! La Viterbese ha bisogno di lui!

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