“Campi rom nella Tuscia? Inaccettabili scelte non condivise”: la ferma reazione di Laura Allegrini

356

Rom in arrivo dalla Capitale nella Tuscia.

Una notizia che, ripresa da queste colonne lunedì scorso, ha suscitato immediate reazioni da parte dei politici locali.

Sul punto è intervenuta l’esponente di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini, assessore al Comune di Viterbo.

“Leggo dalla stampa che il comune di Roma, meglio dire il sindaco Virginia Raggi, avrebbe pronto un piano di “smantellamento” di alcuni campi Rom di Roma.

La sua intenzione sarebbe, sempre secondo notizie circolanti sui mass media, lo spacchettamento e lo spostamento delle comunità’ nelle varie province del Lazio con l’obiettivo di “Sviluppare al meglio i processi di inclusione e ovviare alle possibili ricadute negative sulla comunità in cui sono ubicate le struttura.”

Il piano della prima cittadina per la soluzione definitiva del problema dei campi di Castel Romano, Monachina e La Barbuta, dovrebbe essere avviato a breve.

A fine 2020, infatti, il Comune di Roma ha sottoscritto un appalto per un servizio sperimentale di accoglienza diffusa che prevede la sistemazione temporanea in alloggi o appartamenti per i nomadi che lasceranno i campi.

I tre lotti territoriali di “spacchettamento”, come si legge in un documento dell’ Ufficio speciale rom sinti caminanti, comprendono non solo la città di Roma ma, appunto, anche l’area regionale Rieti-Tivoli, quella di Latina e Frosinone e infine, l’ultimo lotto, Civitavecchia e Viterbo.

La data di inizio dei primi trasferimenti è stata fissata ad aprile.

Già’ in passato – prosegue l’Allegrini- i sindaci di Roma hanno preso di mira il territorio delle province per risolvere questo problema della Capitale: di fatto, tentando di trasferirlo.

Ricordo, tra questi, il comune di Barbarano Romano con la motivazione della scarsa densità’ abitativa.

Il tentativo, però, venne sventato perché di fatto mancavano i presidi di sicurezza necessari ed inoltre si scatenò una forte reazione contraria della popolazione.

Fu poi la volta dell’ ex cartiera di Tarquinia, individuata per il trasferimento di un intero campo.

I locali si rivelarono inidonei o forse bastò, anche in quel caso, la reazione del territorio e delle istituzioni.

Se saranno confermate – conclude Laura Allegrini – si tratta di notizie gravi ed allarmanti, che non condividiamo ne’ nel metodo ne’ nel merito.

Di certo non accetteremo passivamente le decisioni del Sindaco di Roma e non ci faremo passare scelte non condivise sulla testa.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui