Caos rifiuti, Frosinone dice no alla “monnezza” romana. E Viterbo che fa?

Anche se dalla nostra amministrazione locale molte voci si sono già sollevare per dichiarare guerra all'arrivo di ulteriori rifiuti, si attende ancora una decisione univoca e una presa di posizione forte, come quella di Frosinone.

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Nicola Ottaviani, sindaco leghista di Frosinone
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“Alla prossima assemblea assemblea Saf diremo ‘no’ ai sacchetti romani”. La decisione del sindaco di Frosinone, il leghista Nicola Ottaviani, è ferma e irrevocabile.
Secondo lui, l’emergenza romana è una farsa. Una manfrina che dalla capitale si solleva puntualmente ogni estate e che già da tempo avrebbe dovuto trovare una soluzione diversa da quella di gravare sui “dirimpettai” della regione.

Se il consiglio dovesse effettivamente optare per un no, le oltre 327 mila tonnellate annue destinate a Frosinone potrebbero essere ridestinate ad altre zone.
Sappiamo che Roma prosegue con le trattative con Svezia e Bulgaria per esportare all’estero la spazzatura in eccesso. Questa soluzione, tuttavia, potrebbe non vedere mai luce e, in caso di esito negativo, la ripartizione potrebbe modificarsi e gravare maggiormente sulle altre province laziali, Viterbo compreso.

Anche se dalla nostra amministrazione locale molte voci si sono già sollevare per dichiarare guerra all’arrivo di ulteriori rifiuti, si attende ancora una decisione univoca e una presa di posizione forte, come quella di Frosinone.

Quello che è sicuro, è che qualcosa in Italia, soprattutto a Roma, deve cambiare. Intanto si parta con la mentalità dei cittadini e quella dei relativi rapprentanti politici, con la speranza che la prossima estate l’emergenza rifiuti possa essere solo un brutto ricordo.

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