Da Bruxelles arriva una dura lettera ad Astrazeneca, che si difende: "Nostro vaccino autorizzato dall'Ema più tardi, voi le informazioni ce le avete chieste in ritardo ed a Natale avevate chiuso tutto"

Caos vaccini, AstraZeneca le suona all’Ue: “In ritardo per colpa vostra, per le festività natalizie avete chiuso”

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E’ guerra tra il vaccino più discusso e l’Unione Europea. Dopo il sequestro di alcuni lotti sul territorio europeo ed il blocco momentaneo imposto dall’Ema, la lotta ora si sposta in campo legale.

Il 19 marzo scorso, l’Ue – da quanto si apprende – avrebbe inviato una lettera ad AstraZeneca per la “risoluzione del conflitto contrattuale” sulla fornitura di dosi di vaccino contro il Covid-19. Il contratto siglato tra l’azienda anglosvedese e la Commissione Ue prevede che AstraZeneca debba rispondere alla lettera entro venti giorni.

“Astrazeneca ha risposto alla Commissione europea entro i tempi richiesti dal meccanismo di risoluzione delle controversie e la settimana scorsa il nostro team ha avuto un incontro molto collaborativo con la Commissione”. Questo è quanto ha dichiarato Matthew Kent, direttore delle relazioni con i media di AstraZeneca.

Secondo i dettagli forniti da un retroscena di Federico Fubini sul Corriere della Sera, che ha ripreso un’esclusiva del quotidiano economico francese “Les Echos”, Bruxelles contesta all’azienda il mancato rispetto degli obblighi contrattuali per la fornitura delle dosi e del principio della “massima diligenza possibile”. Thierry Breton, commissario Ue a capo della task force per la produzione di vaccini, ha più volte criticato di “aver visto da AstraZeneca una diligenza ma non la massima diligenza possibile”.

L’Agi (Agenzia Giornalistica Italia), invece, riporta che “secondo quanto previsto dall’accordo di acquisto anticipato siglato il 27 agosto scorso, AstraZeneca avrebbe dovuto fornire all’Ue 120 milioni di dosi entro il primo trimestre me ne ha fornite poco meno di 30 milioni”.

Nella lettera viene infine ricordato che la Commissione aveva pagato una prima rata di 227 milioni subito dopo la firma del contratti (in agosto) ma che, in autunno, è stata sospesa la seconda rata di 112 milioni per “mancanza delle rendicontazione richiesta”.

Ora, quindi, Bruxelles non solo chiede l’applicazione del contratto e dunque la fornitura per tempo di tutte le dosi concordate, ma non esclude nemmeno una richiesta di danni.

La risposta di AstraZeneca, tuttavia, ha lasciato sbigottiti in molti. Sostanzialmente, l’azienda svela per quale ragione le forniture del suo vaccino in Europa siano sensibilmente in ritardo rispetto a quelle del Regno Unito: il loro vaccino, difatti, è stato autorizzato dall’Ema più tardi, mentre l’azienda inglese del farmaco sarebbe stata più veloce. Inoltre, l’Unione Europea avrebbe chiesto le informazioni necessarie in ritardo rispetto al tanto vituperato Governo di Boris Johnson. Infine, quasi tragicomicamente, AstraZeneca ricorda che, una delle cause del ritardo, sarebbe stata quella del lockdown imposto in diverse zone dell’Unione in concomitanza delle feste natalizie.

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