Tra le novità del nuovo Dpcm, la riduzione dei passeggeri a bordo dei mezzi pubblici. Resta il problema per gli studenti

Capienza sui mezzi ridotta al 50%, ma non vale per il trasporto scolastico

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Tra le novità introdotte con il nuovo Dpcm che entrerà in vigore da domani, venerdì 6 novembre – con rettifica rispetto alla comunicazione precedente – e valido fino al 3 dicembre, c’è anche la riduzione del 50% della capienza sui mezzi pubblici, al fine di limitare il rischio di assembramenti.

Una misura valida su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra le tre aree colorate (gialla, arancione e rossa), che hanno generato fraintendimenti e disapprovazione da parte di una buona “fetta” di italiani.

Sul documento firmato dal presidente Conte si legge che “a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento; detto coefficiente sostituisce quelli diversi previsti nei protocolli e linee guida vigenti”.

E’ vero che il ritorno alla didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori in tutta Italia prevista dal Dpcm ridurrà di molto la presenza su autobus e treni, ma resta il problema degli alunni delle medie che continueranno con le lezioni in presenza e fra cui una buona parte si reca a scuola autonomamente, senza essere accompagnato dai genitori.

Un problema, quello del sovraffollamento del trasporto pubblico, ben presente anche a Viterbo, dove i dirigenti scolastici sin dai primi di ottobre avevano denunciato il mancato adattamento dei mezzi pubblici alle nuove disposizioni anti-Covid. Ora si attende di monitorare la situazione e l’andamento dei contagi nelle prossime settimane per capire se il Governo dovrà ricorrere a restrizioni più severe anche nelle aree gialle (considerate a basso rischio) tra cui si trova attualmente il Lazio.

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