Capitali del tempo libero, Viterbo al 47° posto nella classifica del Sole 24 Ore: investimenti troppo scarsi!

Viterbo si posiziona sopra la metà della classifica delle "capitali del tempo libero". La verità, tuttavia, è un'altra

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centro storico viterbo
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La recente classifica delle “capitali del tempo libero” posiziona il capoluogo della Tuscia sopra molte città importanti, come Brescia, Mantova, Modena, ma anche Bari, Matera e Lecce. La realtà, tuttavia, è meno rosea di quel che sembra. Andiamo, però, per ordine, cominciando dalle “buone notizie”.

In primis, a contribuire al discreto punteggio – che inserisce Viterbo nella fascia delle “meno peggio di quel che sembra” – il buon numero di mostre ed esposizioni (1,1 eventi ogni 1.000 abitanti), la discreta presenza di librerie (8,5 ogni 100 mila abitanti) e l’elevata presenza di agriturismi (83 ogni 1000 kmq di territorio).

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La movida del centro storico di Viterbo

Il Sole 24 Ore sfaterebbe, almeno in parte, anche il problema dei turisti “mordi e fuggi”. La sotto-classifica relativa alla permanenza media nella strutture vede, infatti, la città ben piazzata al 31° posto (media di 3,8 notti, al pari della ben più nota Venezia e poco sopra alla grande Firenze).

Nonostante questo, il report conferma la troppo bassa media di visite turistiche. Nel Viterbese è pari a 644,7 la media di turisti per kmq (83° posto). Un valore decisamente troppo scarso per competere con le sopraccitate città (Venezia 29.623,8; Firenze 8.698,2; Lucca 4.016,1; Matera 1.069,5).

A tenere basso il comunque notevole risultato, anche la spesa pro capite in euro per gli spettacoli: 19,1 miseri euro a persona (72° posto). Cifra che va a braccetto con lo scarso numero di concerti (appena 0,4 ogni 1.000 abitanti) e che conferma quale sia il problema numero uno di Viterbo, e in linea generale, del territorio che la circonda: gli inadeguati investimenti da parte delle amministrazioni locali, che non sanno gestire e sfruttare al meglio il patrimonio concessoci dalla Storia e dalla Natura. Un po’ per pigrizia. Un po’, in certi casi, per evidenti carenze culturali.

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