Capo dei vigili urbani e venditore di insegne: alla sbarra

Processo all’ex comandante della municipale di Nepi, accusato di concussione: a luglio sarà sentito dai giudici

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Ex comandante dei vigili urbani di Nepi alla sbarra per concussione. È ripartito il processo a Ennio Zampaletta, imputato dell’infinito procedimento penale in cui l’ex capo della polizia locale della cittadina del basso viterbese deve difendersi dalla pubblica accusa che sostiene che l’ex funzionario da un lato avesse favorito un’azienda che si occupava di insegne di negozi, dall’altro ostacolasse le altre imprese o commercianti che non si rivolgevano a questa ditta.

Alcuni dei fatti contestati risalgono alla metà degli anni 2000. Mentre a fine 2011 i carabinieri perquisirono la casa e poi l’ufficio dell’allora comandante dei vigili di Nepi. E ieri mattina, davanti al collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei (a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi), sono stati sentiti alcuni testimoni. Per uno di questi, l’ex capo della municipale vendeva le insegne ai commercianti di Nepi e zone limitrofe: faceva il rappresentante per una ditta di Viterbo.

Ha testimoniato anche un’avvocatessa, moglie di un veterinario della zona. La donna ha raccontato di essere entrata in contrasto con l’ex comandante rispetto a un episodio del 2004: “Chiesi in Comune l’autorizzazione per fissare dei cartelli per indicare l’ambulatorio veterinario di mio marito. Le attaccai, ma un giorno mi vidi che non c’erano più. Feci la scoperta che li aveva tolti la municipale. Andai dal comandante che mi disse che dovevo rivolgermi a una tipografia che lui mi avrebbe indicato. Ripresi le frecce direzionali e le riattaccai”.

Per un altro testimone, un agente della polizia locale, “a Nepi tutti sapevano quello che faceva il comandante”. Il testimone ha raccontato, incalzato dal pubblico ministero Eliana Dolce, che “fui incaricato di andare a fare dei controlli in qualità di funzionario di polizia commerciale: il commerciante si lamentò e disse che quell’ispezione aveva il sapore della ripicca del comandante. Allora io nei giorni successivi andai a fare i controlli anche ad altre attività commerciali, per vedere se fossero in regola con le insegne e con le regole del commercio”.

Il collegio giudicante ha rimandato il processo al 5 maggio prossimo, per l’ascolto di altri due testimoni, e ha fissato la discussione e l’esame dell’imputato per il 7 luglio 2020.

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