Caporalato nei boschi, l’indagato smentisce ogni accusa: “Li pagavo 45/50 euro al giorno”

Interrogatorio di garanzia per l’arrestato. Il piccolo imprenditore di Acquapendente è ai domiciliari da lunedì

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Accusato di caporalato e di sfruttamento di lavoratori immigrati, un piccolo imprenditore di Acquapendente ai domiciliari da lunedì si è difeso davanti al gip nell’interrogatorio di garanzia.

Il taglialegna è stato sentito dal giudice Francesco Rigato ieri mattina. “Li pagavo molto di più di quello che hanno detto: prendevano dai 45 ai 50 euro al giorno. Avevano una regolare busta paga”.
Per la pubblica accusa, il 59enne avrebbe fatto lavorare per un anno tre migranti africani in condizioni proibitive: pagandoli una miseria e per troppe ore. Secondo le denunce, l’imprenditore li pagava dai 150 ai 200 euro al mese per oltre 10 ore di lavoro quotidiane nei boschi, in condizioni precarie e in assenza di sicurezza sul lavoro. I carabinieri di San Lorenzo nuovo lo hanno arrestato nel quadro di un’operazione investigativa coordinata dalla compagnia dei carabinieri di Montefiascone comandati dal capitano Antonino Zangla.
L’accusato gestisce una falegnameria ad Acquapendente. I fatti vanno dal luglio 2018 al giugno 2019. L’indagato è difeso dall’avvocato Enrico Valentini, che ieri mattina era con lui nell’interrogatorio di garanzia: “Il mio assistito dava ai tre circa 1500 euro al mese, e li pagava settimana per settimana, a volte anche giorno per giorno. Le buste paga erano di circa 850 euro perché questi lavoratori a volte lavoravano molto meno di un mese intero”. L’avvocato contesta anche l’accusa sulle ore di lavoro massacranti: “Gli orari di lavoro non erano quelli di cui hanno parlato gli accusatori: lavoravano il giusto, anzi, a volte nemmeno andavano a lavorare e lasciavano il mio assistito in mezzo ai guai. Altro che sfruttamento”.
Valentini punta sulla reputazione del falegname, conosciuto da tutti come persona per bene: “Tutta Acquapendente è pronta a testimoniare in suo favore. Sono pronti a dire alla magistratura che la mattina l’imprenditore li andava a prendere al bar, e pagava loro la colazione, prima di andare a lavorare”.

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