Quattro gatti con l' ombrello a Viterbo, tantissimi a Roma. E non sanno dove nuotare

Care sardine, volete la Resistenza? Allora cercatevi altrove un dittatore. Qui non c’è!

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A sinistra le sardine viterbesi, a destra le romane

Quattro gatti spauriti e inzaccherati, venerdì pomeriggio a Viterbo. Tantissimi a Roma (pullman da tutta Italia) in una piazza San Giovanni abituata a ben altra sostanza e a ben altri oratori, da sinistra e da destra. Il fenomeno sardine c’è e non va deriso, ma nemmeno consacrato. Va “smascherato” nella sua contraddizione di base, che mi è venuta voglia di sottolineare in questa letterina aperta… 

Il direttore Giovanni Masotti

VI SENTITE PARTIGIANI… MA DI CHE?

Cara sardina, tu vuoi l’ avventura e allora vai in piazza per sentirti un eroe a tempo perso. Ti vedi partigiano e sogni un nemico in camicia nera. E, come in Spagna nel ’36, ti sgoli al grido di ‘No pasaràn’. Solo che la ragazza al tuo fianco, vestita da pasionaria, non è Dolores Ibarruri. Porta il basco sì, ma non conosce la guerra. Tu canti ‘Bella ciao’. Ma non ci sono montagne, non c’è regime, nessuno ti impicca, nessuno ti fucila, non c’è il dittatore con i baffetti, non c’è l’8 settembre e non ci sono poveri sbandati che tornano dal fronte. Tu vuoi la Resistenza, ma sei in democrazia. Tu vuoi l’ avventura, ma come nemico hai scelto Salvini, un uomo con la felpa che sta in mezzo alla gente e twitta di Nutella, e che per sfiga non sta neppure al governo ma all’ opposizione. Allora, cara sardina, se vuoi fare l’ eroe nuota almeno fino a Hong Kong e urla ‘Bella ciao’ ai militari cinesi. E se vuoi davvero rischiare, c’è un dittatore pazzo in Corea del Nord con il ditino pronto, appoggiato sul pulsante di un’ atomica. Rifletti, sardina. Rifletti… Non inventarti dittatori solo per divertirti a giocare al martire“.

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