Caro sindaco Arena, non cada nel tranello: se il sistema di “contact tracing” ha fallito non è colpa dei cittadini ma della Asl

Numeri telefonici ed indirizzi mail ai quali non risponde nessuno o che risultano addirittura inesistenti, protocolli poco chiari ed attese interminabili per i tamponi. Ora la Asl cerca di scaricare le colpe sui cittadini per nascondere la sua negligenza

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La giornata di oggi si è aperta con le dichiarazioni del sindaco Giovanni Maria Arena che, tramite un post facebook, ha scritto testualmente: “Alcuni positivi al coronavirus non collaborano con le strutture sanitarie per la ricostruzione dei contatti avuti di recente. Questo è un comportamento da incoscienti”.

Sicuramente ci sarà più di qualche irresponsabile che ha assunto questi deprecabili e scellerati comportamenti, non c’è dubbio. Ma le affermazioni del sindaco, in un momento come questo in cui Belcolle risulta essere completamente allo sbando, risuonano come un tentativo di scaricare le colpe della diffusione del Covid sui cittadini. Eppure più di qualcuno può dimostrare con i fatti che questa visione non corrisponde assolutamente alla realtà.

Chi – purtroppo – si è ritrovato ad avere a che fare con il Coronavirus sa benissimo che, per usare un eufemismo, non sempre la Asl si è trovata pronta ad aiutare i cittadini ed anzi molte volte l’Azienda ha latitato, utilizzando metodi a dir poco controversi e deficitari. Il nostro giornale ha da sempre messo in evidenza tutte le falle organizzative del sistema di “contact tracing” operato dalla Asl.

I social pullulano di lamentele da parte di cittadini della Tuscia in cui viene fatto notare che i numeri del TOC (Team operativo Coronavirus) squillano a vuoto per intere giornate. Per non parlare degli indirizzi e-mail che non rispondono ai messaggi e sovente neanche li visualizzano. Non va meglio per i siti: in quello che viene indicato da Belcolle è infatti praticamente impossibile effettuare il login al fine di poter consultare il risultato dei tamponi. Per ovviare a questo problema, Belcolle da ieri ha iniziato a consigliare un indirizzo mail alternativo, dedicato appositamente ai risultati dei tamponi (tuttorisultati.referti@asl.vt.it), che però risulta essere inesistente. E pensare che a doversi destreggiare in questa miriade di numeri telefonici, siti ed indirizzi mail sono proprio i cittadini, abbandonati ovviamente a loro stessi senza che la Sanità sia in grado di poterli guidare. Roba da strapparsi i capelli, condirli e mangiarseli.

Ma non è finita qui. Al caos telematico va ad aggiungersi quello dei protocolli e degli iter per arrivare a fare i benedetti tamponi: in questo articolo abbiamo illustrato solo alcuni casi di tremendo disagio ai quali sono state esposte le famiglie, e vengono i brividi se si pensa che sono appenao la punta dell’iceberg. E la prevenzione nelle scuole? Pressoché inesistente. In un altro articolo vi abbiamo raccontato la disavventura del noto psicologo viterbese Stefano Scatena, che ha scoperto di doversi sottoporre alla quarantena dopo ben 12 giorni. Quanti altri genitori viterbesi avranno passato la stessa disavventura? Ci auguriamo pochi.

Inoltre, sempre qui, vi avevamo raccontato di interi nuclei famigliari in cui un membro era sottoposto a quarantena in attesa di avere il risultato del tampone mentre il resto della famiglia poteva tranquillamente andare a lavoro e a scuola, esponendo colleghi e compagni di classe ad un potenziale rischio di contagio elevatissimo.

Noi crediamo ragionevolmente che tutti questi problemi derivino dall’immensa confusione che regna all’interno della dirigenza aziendale. L’ospedale di Belcolle non ha più un Direttore Sanitario di ruolo: l’ultimo facente funzioni, il Dr. Viti, se ne è andato dopo che i vertici aziendali volevano metterlo in croce per il disastro combinato alla Elettrofisiologia, smembrata con pezzi della sala operatoria ovunque, con il Responsabile lasciato da solo: e la colpa non era certo di loro due. Infine la Cittadella, per via della mancata oculatezza nella gestione dei contagi all’interno del personale sanitario, conta appestati come al Lazzaretto manzoniano, lì veramente sono saltati tutti i vincoli con un’approssimazione degna del peggior Pierino.

Caro sindaco, nessuno di noi vorrebbe trovarsi ad essere al suo posto in questo momento, ma desidereremmo che lei, oltre a condannare giustamente i gesti irresponsabili, condanni anche le pericolose inadempienze della Asl.

Viterbo fino alla fine di settembre contava pochi casi, addirittura potevamo permetterci il lusso di dire che da marzo a settembre (quindi per ben 6 mesi) il Covid nella nostra città e nella nostra provincia non era stato un problema. In questi 6 mesi la Asl ha sempre predicato raccomandazioni, scordandosi però di attuare un serio e robusto piano di prevenzione. Non possiamo accettare che oggi, quando nella provincia si viaggia al ritmo di quasi 100 contagi al giorno, le colpe vengano scaricate solo ed esclusivamente sui cittadini.

La Asl e la sua direzione hanno le loro grosse responsabilità, ma nessuno sembra volerlo far notare, nemmeno lei, sindaco. Eppure dovremmo aver imparato la lezione di marzo, dovremmo sapere quali sono i pericoli, i rischi ed i sacrifici ai quali stiamo andando incontro. La Sanità viterbese in estate si è presa meriti ed applausi glorificando il “contact tracing” da essa elaborato ed elogiando la tenuta ferrea del sistema sanitario. Ora che ci siamo accorti invece di quanto il “contact tracing” sia stato letteralmente inutile e di quanto sia vulnerabile il sistema sanitario della provincia,  la Asl cerca di addossare tutte quante le responsabilità sui cittadini?

Non crediamo che questo atteggiamento sia corretto, si sta rischiando di creare pericolosissimi precedenti per il futuro sempre più nero che ci si prospetta. Sindaco Arena, lei è la massima autorità sanitaria della Tuscia, non cada nella trappola che le stanno tendendo. Prenda in mano la situazione e cerchi di ricompattare i viterbesi, abbandonati a loro stessi e sempre più preoccupati.

 

1 commento

  1. La premiata ditta, tronfia, opulenta e mefistofelica, che manda avanti la ASL è questa, nulla in più è lecito chiedere: non venissero peró poi a ricercare medaglie, attestati, diplomi, consensi, promozioni, premi e benemerenze, poichè, anche se qualche alto graduato se la piglierá a male, se qualche marito-sedicente potente-in toga minaccerà fulmini e saette, se qualche pingue politicastro si rabbuierâ in volto, barbetta a parte, sará un’ unica e decifrabile direzione onde inviarli tutti insieme……appassionatamente!!!

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